sabato 27 maggio 2017

In palude con Davide Ravera

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock aggettivabile a piacere
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Spotify, SoundCloud, BandCamp
LABEL Hazy Music
PARTICOLARITA’ live in studio quasi integrale prodotto da Umberto Palazzo
CITTA’ Modena
DATA DI USCITA 17 marzo 2017
L'INTERVISTA

Come è nato Ramingo?
La canzone che dà il titolo a questo album è stata scritta poche ore dopo quella che chiude il precedente Gospel, come una sorta di riflessione a posteriori sulle vicende, romanzate ma sostanzialmente reali, narrate in quel lavoro pubblicato nel 2015. Mi accorsi che era però fatta di un’altra pasta poetica; in qualche modo scrivere Gospel aveva mutato il mio sguardo e nel giro di poche ore lo spirito tragico di quel disco aveva lasciato il passo a un orgoglioso e autoanalitico distacco. Perciò stralciai immediatamente Ramingo dal lotto dei nuovi pezzi, sapendo che prima o poi ne avrei fatto un buon uso. Così è successo.

Perché questo titolo? … è anche il titolo di uno dei pezzi più intensi dell’album.
La parola ramingo, nel suo significato originale, identifica l’uccello ancora incapace di volare che balza di ramo in ramo per procacciarsi il cibo. Non è una situazione normale; dev’essere stato abbandonato dalla madre, probabilmente perché non c’era abbastanza da mangiare per tutti o perché è successo qualcosa che ha destabilizzato il nido. Lui era l’elemento debole della nidiata, o uno dei più deboli. Il mio lupo ramingo simboleggia un essere umano che balza di ramo in ramo per procacciarsi veloci porzioni del cibo che gli è mancato quando muoveva i primi passi nel mondo: l’amore del proprio branco.

Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Ho scritto e fatto il primo demo casalingo della title-track nella primavera del ‘13; in estate ho messo giù alcuni appunti per Le radici, Come il vento ti dirà e Non so cosa darei. Quando mi è uscita L’amore sottile, a inizio dell’anno successivo, ho compreso che c’era un nuovo ciclo di scrittura da lasciar fluire; ho iniziato allora a cogliere i parecchi significati comuni ai brani dei mesi precedenti. Una serie di vicende personali e il riprendere in mano la chitarra per registrare Gospel hanno fatto il resto e a fine ’14, nel giro di poche settimane, sono nate tutte le altre canzoni di Ramingo e la maggior parte di quelle dell’album che seguirà. Ho incluso Dedalo, inedito del 2010 perché è terribilmente attinente con gli altri 12 brani. Ho lasciato calcinare tutto per un po’, poi nella primavera del ’16 ho iniziato ad arrangiare i pezzi con il bassista, Alessandro Marchiorri. Sono bastati pochi incontri, così come è bastato poco per fondere la batteria di Riccardo Cocetti con i nostri canovacci. Riccardo è con me da quasi 10 anni, Alessandro ha già suonato in Gospel e lavora spesso con Riccardo. Abbiamo un nostro linguaggio comune, loro sono bravissimi nel capirmi. Quando serviva - e per dare coerenza al tutto - c’erano sempre la supervisione e i buoni consigli a distanza di Umberto Palazzo. A settembre abbiamo fatto la pre-produzione e in ottobre, in meno di 3 settimane, abbiamo registrato e mixato con Davide Cristiani presso il suo Bombanella Soundscapes nelle campagne vicino Maranello. Diversi arrangiamenti sono nati in studio durante la lavorazione, il disco è preso quasi tutto dal vivo e ampie parti di alcuni brani sono state letteralmente improvvisate. Come per Gospel, il mastering è di Jim Blackwood e sa del deserto dell’Arizona.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Ramingo?
Domanda difficile: è stata un’esperienza superlativa per tutti. Nel ricordo dell’esecutore, la scelta di registrare live in studio associa in modo magico e definitivo una certa take o un singolo passaggio a una determinata luce, odore, stato d’animo di quel momento. Inoltre quando registriamo ci divertiamo e ridiamo davvero molto, se si pensa che alla fine si tratta di un lavoro. Tra quello che si può raccontare, però, mi piace ricordare la notte che Umberto ha passato insonne a “granulare” sul suo portatile alcune registrazioni ambientali fatte da Davide un po’ a tempo perso il giorno prima. L’idea era di trovare un rumore innaturale che disturbasse un brano “voce e chitarra” di scrittura classica, Le vie di Firenze. Eravamo ormai alla fine dei mix. Il giorno dopo in studio Umberto cascava dal sonno, si capiva che aveva speso parecchie energie ma allo stesso tempo era reticente sul farmi sentire il suo lavoro perché era certo che lo avrei bocciato in quanto poco in linea con i miei “ascolti tipici”. Ho dovuto insistere per ascoltare la sua sintesi granulare: ovviamente le tracce erano bellissime, anzi erano esattamente quello che cercavo e sono quelle che si sentono sul disco.

Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse? È …
In parte ti ho già risposto: senza che lo volessi, Ramingo finisce per dipingere un preciso tipo umano, quello che si porta dietro le ferite da rifiuto e da abbandono. I personaggi di queste storie, accomunati da reciproche ma poco lineari passioni, si inseguono senza riuscire a parlarsi davvero; si trascinano a vicenda ma senza una direzione, sono preda di scie odorose ma non riescono a connettere mente e desiderio. Si amano solo di notte come vampiri. Sono vittime di loro stessi, perché carnefici di coloro che dicono di amare. Non riescono a mettere radici perché non hanno mai avuto un nido, non conoscono il ramo su cui sono nati. Non sanno realmente da dove vengono, non lo vivono e perciò non riescono a darsi una direzione. Hanno nutrito a caso i propri affetti e le proprie passioni. Conoscono però il profumo dell’estasi senza senso di cui si nutre l’amore più alto ed essenziale, e hanno sviluppato un perseverante spirito di sopravvivenza che li rende potenzialmente in grado di eroiche missioni e imprese impossibili. Per ora sono solo squarci ma, proprio nel conflitto, il ramingo comprenderà i nessi profondi della propria essenza.

C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Ramingo?… che ti piace di più fare live?
Soprattutto in questa fase calda i pezzi mi piacciono tutti molto, sono soddisfatto di come li abbiamo resi su disco e sono felicissimo di come sono uscite le canzoni alle quali non sapevo bene che veste dare. Penso a Il nostro mare che nella sua forma primitiva aveva tutt’altra scansione ritmica, o a Scarpe nuove che all’inizio non immaginavo così piacevolmente ricoperta da chitarre distorte. Dal punto di vista della scrittura, però, so che alcuni di questi 13 pezzi hanno un peso che va e andrà al di là del contingente, pur esaltante, di questo album. Credo che siano Ramingo, L’amore sottile, Dedalo, forse Ho iniziato a sospettare di me e i due che ho già citato. Dal vivo è bello suonarli tutti; tra l’altro sono un performer piuttosto emotivo, irregolare e indisciplinato, capace di dare il peggio di sé quando tutti si aspettano il meglio e viceversa. Perciò dal vivo, come dev’essere, tutto cambia sempre e tutto è nuovo ogni volta. Un po’ come quando si fa sesso.

Come è stato a livello produttivo fare il cd? Da chi gli apporti più importanti?
Beh, ti ho già detto parecchio sul processo e sui soggetti coinvolti: Alessandro Marchiorri al basso e Riccardo Cocetti alla batteria hanno con me arrangiato e suonato le 13 canzoni di Ramingo. Umberto Palazzo, produttore artistico, ha seguito le prove a distanza tramite scambio di file “raw” ed era presente a tutte le sessioni di pre-produzione e registrazione. Ha influito molto poco a livello di singole scelte, badando soprattutto a non farci perdere il filo dell’operazione, vigilando sulla coerenza sonora del tutto e fungendo da mia continua interfaccia creativa. Umberto è per me preziosissimo, è entrato fisicamente nel mondo di provincia in cui sono nate queste canzoni e ha ascoltato per ore le visioni ruvide e trascendentali del loro autore. Davide Cristiani ha registrato il tutto e con Umberto ha mixato, utilizzando molta bobina (soprattutto per voce e chitarre) e parecchie macchine elaborate o customizzate da e con l’ingegnere del suono Massimo Micelli. Siamo andati alla ricerca di un suono essenziale e “reale” che riuscisse a rendere la straordinaria dinamica che siamo in grado di creare dal vivo, dovendo affrontare non pochi problemi soprattutto nella gestione della voce (registrando in diretta, tutti gli altri strumenti entrano anche nella traccia vocale rendendola particolarmente difficile da mixare). Abbiamo salutato definitivamente e cordialmente i fanatici del bel canto e dell’intonazione perfetta, utilizzando microfoni da palco relativamente poco costosi, dedicando al massimo 3 o 4 take a ogni brano e rinunciando quasi completamente a ogni sorta di editing. Le chitarre che si sentono sul disco (tutte messe a punto dal liutaio Paolo Coriani) sono esattamente quelle suonate dal vivo in studio, le sovraincisioni sono minimali e si contano sulle dita di una mano. In generale abbiamo fatto alcuni aggiustamenti al sistema di lavoro utilizzato per Gospel, mantenendo più o meno intatte la squadra e le modalità; proprio in base all’esperienza del 2015 ci siamo districati meglio e più in fretta tra le diverse scelte tecnico-artistiche. Tutto è andato molto liscio e ci siamo divertiti come lupi a un banchetto pasquale.

Copertina rossa, con ricami particolari a disegnare forse una volpe … come è nato e chi è l’autore di quello e di tutto l’elegante progetto grafico?
Gospel era un disco bianco come la putrescente innocenza dell’autoreferenziale protagonista, come il sudario immacolato del Cristo che si era immaginato di essere. Ramingo è rosso come la ruggine, il sangue, Venere e Marte. Il prossimo disco sarà nero come le profondità oceaniche e quelle dell’anima. I progetti grafici, che arrivano dopo pomeriggi di brainstorming che ti lascio immaginare, sono merito di Simone Piccinini che è metà di Fractars. L’altra metà è Laura Botti, mia validissima spalla per gli aspetti testuali nella comunicazione del nostro lavoro, oltre che guardiana impassibile della correttezza della lingua e dell’ortografia. La copertina di Ramingo vuole stilizzare un lupo dallo sguardo perseverante ma anche un po’ smarrito, forte ma fragile, frutto di un reticolo di ramificazioni radicali che nemmeno lui riesce ancora a comprendere. Un intrico inestricabile: elegante e potente ma insidioso come un serpe velenoso.

Come presenti dal vivo questo album?
Come lo abbiamo registrato: in trio con Alessandro e Riccardo, strettamente elettrico. Voce e chitarra, basso, batteria. L’idea è, per quanto possibile, di suonare sempre l’album tutto intero rispettandone la playlist, e poi di integrare gli show con una selezione di pezzi da Gospel, disco che per vari motivi abbiamo eseguito pochissimo dal vivo e che abbiamo ancora molta voglia di suonare. Però stiamo pensando anche a una versione più leggera senza batteria. Per fortuna siamo tutti e tre soggetti piuttosto versatili, anzi le cose sempre uguali ci annoiano. Magari prima dell’estate mi do alla macchia e torno solo per registrare il prossimo disco, chissà.

Altro da dichiarare?
Un grosso debito personale e poetico verso Simone Ramilli, scrittore e ricercatore dal quale (oltre a molti buoni consigli) ho preso a prestito, incasinandola a mio piacimento, l’immagine del lupo ramingo, costretto ad errare da quella paura di morire di fame che è figlia delle ferite da rifiuto e abbandono. Simone sta facendo da anni un lavoro molto bello e importante sulle origini della malattia, anche e soprattutto in relazione alle paure e alle convenzioni sociali. E poi, come ti ho dato modo di intuire, c’è che le avventure di questo lupo sono tutt’altro che finite. Ci sono due dischi già scritti che pubblicheremo nel 2019 e 2021; corrispondono alle fasi alchemiche della distillazione e della sublimazione. Ti consiglio di non perdere d’occhio il simpatico cinoide perché dentro di lui si agita qualcosa che assomiglia molto a un Oltreuomo, o a un Superlupo. Se avrai pazienza, sarai sorpreso dall’evoluzione che questo cucciolotto spaesato affronterà nei prossimi due capitoli della Quadrilogia dello spirito prima di scomparire serenamente, non più uomo né lupo ma puro spirito, in un nulla senza tempo.

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mercoledì 24 maggio 2017

Scambio perverso

Vignetta di Cecigian, da su IL NUOVO MALE n.25 (novembre 2015).

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martedì 23 maggio 2017

In palude con Tiziano Mazzoni


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE folk-rock-blues
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico in tutti i negozi di dischi (è distribuito), prova su spotify
LABEL IRD International Records Distribution
PARTICOLARITA’ ospiti Pippo Guarnera (hammond) e Riccardo Tesi (organetto)
CITTA’ Pistoia
DATA DI USCITA 21 aprile 2017

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venerdì 19 maggio 2017

Locandine cult: Il grande freddo

Chi avrebbe detto che noi avremmo fatto i soldi, noi contestatori!? 
IL GRANDE FREDDO - THE BIG CHILL di Lawrence Kasdan (Usa 1983)
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mercoledì 17 maggio 2017

L'albero è ...


Come vedete dalla foto, l'albero oggetto del quiz del 4 maggio, direttamente dall'Orto di Elle e Alli, è un ciliegio, ora con le ciliegie in procinto di diventare tutte belle rosse. Purtroppo non ha vinto nessuno, il quiz era forse troppo difficile. Solo Santa S., a dire il vero, aveva risposto correttamente, ma dando la risposta giusta come seconda risposta, dopo aver detto biancospino. Per questo, l'inflessibile notaio a detto no! Mi spiace per lei, ma le regole sono regole ... sarà per la prossima.

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sabato 13 maggio 2017

Richiedeteli, ci sono le mie rece ...

La satira più esplosiva d'Europa è qui, per questo è quasi clandestina. Non la trovate in edicola, ma solo nelle case di chi la ordina (o ai vecchi abbonati). Mi riferisco a FRIGIDAIRE n. 255 e a IL NUOVO MALE n. 26. Ci sono finite pure due mie recensioni ne IL NUOVO MALE (al disco dei Gang e a quello dei Julie's Haircut), motivo in più per averli (tra 100 anni varranno milioni, pensate ai vostri nipoti).

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venerdì 12 maggio 2017

In palude con gli U Bit


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Synth-pop, rock
DOVE ASCOLTARLO su Spotify
LABEL Camullo Records
PARTICOLARITA’ agrodolce
CITTA’ La Spezia/Reggio Emilia
DATA DI USCITA 24 marzo 2017

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martedì 9 maggio 2017

L'Europa dopo la pioggia II

Max Ernst - L'Europe après la pluie II

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lunedì 8 maggio 2017

In palude con Giuliano Vozella


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk-Rock/ Soul
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): tutti gli store digitali, inizia qui
LABEL Playbrown Group
PARTICOLARITA’ Sono tutte storie vere
CITTA’: Bari // Milano
DATA DI USCITA: 10/03/2017

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sabato 6 maggio 2017

Daevid la nuova radio Trovarobato

Daevid, è la nuova radio nata da quei genialoidi della TROVAROBATO, label bolognese spesso ospitata in palude con i suoi dischi, tra i più originali dell'underground italico. Conoscendoli bene, credo che sarà originale anche il loro palinsesto attivo dal 4 maggio 2017, con musica selezionata della label stessa, dirette, concerti storici, presentazioni di dischi e molto altro ancora ... apertura dedicata ai Gong dei Daevid Allen (da qui il nome), band culto per quelli dell'etichetta fondata dai Mariposa.
VAI ALLA RADIO

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giovedì 4 maggio 2017

Che albero è questo?

Siamo in vena ancora di quiz qui in palude. Indovinelli a carattere ambientale, sulle bellezze della natura e delle sue piante direttamente dall'Orto di Elle e Alli. Mi sapete dire che albero, appena fiorito (la foto è di fine marzo), è questo? Chi indovina per primo, vince come sempre delle fantastiche pins dell'Alligatore. Valido dare solo una risposta, quindi pensateci bene e provateci ...

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mercoledì 3 maggio 2017

In palude con Pier Bernardi


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock
DOVE ASCOLTARLO qui
LABEL Irma Records
PARTICOLARITA’ Geniale
CITTA’ Reggio Emilia
DATA DI USCITA 24 febbraio 2017

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lunedì 1 maggio 2017

Il 1 Maggio di 70 anni fa

dal film di Francesco Rosi Salvatore Giuliano (Italia 1962)
Non fu certo un 1 maggio come tutti gli altri il 1 maggio del 1947 a Palermo, a Portella della Ginestra, località montana dove ebbe luogo la prima vera e propria strage dell'Italia repubblicana. Altre ne seguirono, ma mai così dirette, a sangue freddo, come lo sparare sulla folla festante, i lavoratori con le bandiere rosse, il popolo che da soli due anni aveva riconquistato la libertà. Per questo il mio pensiero va al 1 maggio di settant'anni fa, a quelle scene di violenza inaudita, ritratte mirabilmente da Francesco Rosi nel film Salvatore Giuliano (e poi anche da Michael Cimino per Il siciliano, girato trent'anni fa).

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domenica 30 aprile 2017

Rece d'Alligatore: Diego Esposito


Diego Esposito, … è più comodo se dormi da me
Rusty Records
Esordio simpatico di un nuovo cantautore toscano, Diego Esposito, con questo disco fresco e diretto dal titolo furbetto … è più comodo se dormi da me. Nove pezzi apparentemente facili, con una buona capacità di scrittura, e l’intelligenza di arrivare al punto senza troppe complicazioni. Merito anche di una decina di anni d’esperienza sui palchi di provincia e varie rassegne, che hanno permesso a Diego di sintetizzare le aspirazioni e le emozioni di un giovane di oggi.
Tra i pezzi più significativi da citare assolutamente Le parole quando vanno da sé, quasi title-track (da qui il titolo del disco) ironico e romantico come un Ivan Graziani dei nostri giorni, Vecchio eliporto, altro brano con echi di certo cantautorato italico, che, se gratti, trovi un testo più serio di quanto si immagina al primo ascolto, Chi festeggia, dolce/soave alla Damien Rice, Toscana, omaggio alla sua regione, ritrovata in un viaggio in Irlanda, Mare, pezzo intimo e sofferto, sorretto dalla sola voce/chitarra.  
Prodotto dalla milanese Rusty Records, conta del sostegno e della direzione artistica del cantautore Zibba, al quale lo stesso Diego Esposito ha aperto alcuni concerti.

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giovedì 27 aprile 2017

Ripartire da Gramsci

Antonio Gramsci (Ales 22.01.1891 - Roma 27.04.1937)
Come oggi, ottant'anni fa, moriva Antonio Gramsci, il fondatore del PCI, l'intellettuale più pericoloso per il regime fascista, che per questo lo aveva incarcerato a partire dal 1928. Ribelle, intellettuale rock, da sempre amato e citato in palude, ha ispirato e continua a ispirare menti libere di tutto il mondo, dalla politica alla filosofia, dai fumetti alla poesia. Sarebbe importante ricominciare da lui, dai suoi insegnamenti sulla cultura, sull'impegno, l'egemonia, il rifiuto dell'indifferenza.  Voi che ne pensate?

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martedì 25 aprile 2017

Buona Liberazione ... con Pesce

Scendo in strada. È il 25 aprile. C'è gente. Ci sono operai armati, squadre di giovani che corrono verso le caserme abbandonate nella notte dai fascisti. Vogliono anch'essi, questi ragazzi, impugnare un'arma. Il nemico non è ovunque battuto: asserragliato nei fortilizi e nei punti strategici, tenta la fuga su mezzi corazzati.
Giovanni Pesce - Senza tregua. La guerra dei GAP (Feltrinelli)

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lunedì 24 aprile 2017

In palude con i Campos


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  Folk, Elettronica e Pop
DOVE ASCOLTARLO  … in ogni luogo, se volete partite da qui

PARTICOLARITA’ Progetto nato a distanza tra Pisa e Berlino
FB
CITTA’ Pisa/Berlino
DATA DI USCITA 03/03/2017


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sabato 22 aprile 2017

Auguri grande Jack!

Jack Nicholson compie ottant'anni oggi, mi pare doveroso ricordarlo e fare lui tanti auguri. L'ho sempre adorato, anche quando gigioneggiava troppo, anche in film di cassetta, perché in fondo si capiva che era sempre lui, con quella faccia ironica, da gaudente totale. E poi ha fatto un sacco di film memorabili, che senza la sua presenza memorabili lo sarebbero stati meno. Cito a memoria lungo la sua militanza d'attore: Qualcuno volò sul nido del cuculo, Cinque pezzi facili, L'onore dei Prizzi, Easy Ryder, Il re dei giardini di Marvin, Qualcosa è cambiato, Chinatown, La promessa, Conoscenza carnale, A proposito di Schmidt, Professione: reporter, Le streghe di Eastwick, Reds, L'ultima corvè, Shining ... ma sono solo una minima parte. Ditemi voi il vostro Jack Nicholson preferito. Io intanto l'attendo nel remake di Vi presento Toni Erdman, cult tedesco della stagione in corso, che non sono ancora riuscito a vedere, ma credo sarà nelle corde del grande Jack. A proposito: auguri Jack!

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giovedì 20 aprile 2017

L'altro volto della speranza d'Europa, al cinema

Da anni seguo con piacere il cinema di Aki Kaurismaki, almeno i film che sono riusciti ad avere una buona visibilità/distribuzione anche da noi. Poche volte al cinema, devo dire la verità, più spesso in tv. Per fortuna il nuovo, ironico e forte suo lavoro è stato proposto  da una sala della mia città, il cinema dove andiamo più spesso e volentieri a vedere film Elle e io, si chiama Kappadue. Il titolo della pellicola (lui gira ancora proprio con la pellicola) invece è L'altro volto della speranza, ed è valso al regista finlandese il premio per la regia all'ultima edizione del Festival di Berlino. Premio più che meritato.
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mercoledì 19 aprile 2017

In palude con Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Qualcuno ci ha definito URBAN-FOLK D’AUTORE
DOVE ASCOLTARLO ovunque. La numero 4 (Quasi Fosse Amore) pare sia particolarmente indicata in serate ‘particolari’… per esempio su spotify.
LABEL Squilibri Editore

PARTICOLARITA’ E’ un disco con book e DVD con video di Antonello Matarazzo
CITTA’: Roma, Napoli, Lucania, Basso Lazio
DATA DI USCITA 27 Gennaio 2017 

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domenica 16 aprile 2017

Pasqua: no animali morti in tavola

Ancora una volta dico no all'assurdo bagno di sangue fatto in nome della religione, in questi giorni, che dovrebbero essere di pace e resurrezione. Per questo vi consiglio un menù senza capretti o agnelli, oggi, domani, sempre ...
QUI ALCUNE RICETTE VEGANE

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sabato 15 aprile 2017

Cinquant'anni senza Totò

Totò in Risate di gioia di Monicelli (1960)

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giovedì 13 aprile 2017

In palude con i Maledetta Dopamina

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Due batterie ed un basso
DOVE ASCOLTARLO: su Spotify, su Youtube, su Soundcloud
LABEL: Dischi Bervisti, I Dischi Del Minollo, Moquette Records, Koe Records, Oh Dear Records.
CITTA’: Merate (LC)
DATA DI USCITA: 27/01/2017

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lunedì 10 aprile 2017

Locandine cult: Brian di Nazareth

 Brian di Nazareth (Life of Brian, GB 1979) di Terry Jones
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domenica 9 aprile 2017

In palude con Captain Mantell

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Alternative Rock
DOVE ASCOLTARLO: Nel Bandcamp della band, ad esempio ..
LABELS
PARTICOLARITA’: trio chitarra/voce, sax, batteria con sonorita' sperimentali
CITTA’: Treviso, Venezia, Teramo
DATA DI USCITA: 20 Marzo 2017

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venerdì 7 aprile 2017

Che pianta sarà questa?

Direttamente dall'Orto di Elle e Alli una fragile piantina sta nascendo. Noi ovviamente sappiamo di che si tratta, avendone piantati i semi qualche mese fa, e allora, chiedo a voi: che pianta nascerà da queste fragili, verdi, simpatiche foglioline? Vi dico solo che la foto è stata scattata il 28 marzo 2017, siamo nel nord - est dell'Italia. Chi indovina per primo, vince come sempre delle fantastiche pins dell'Alligatore. Valido dare solo una risposta, quindi pensateci bene e provateci ...

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giovedì 6 aprile 2017

In palude con SoFaKing

NOTE SINTETICHE ALL ASCOLTO DEL DISCO
GENERE garage indie rock
DOVE ASCOLTARLO Tutte le piattaforme digitali, per esempio qui
LABEL i dischi del minollo
CITTA' Lavagna (GE)
DATA DI USCITA 17/02/17

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lunedì 3 aprile 2017

Locandine cult: Down By Law

I scream, you scream, we all scream for ice cream
Down by law di Jim Jarmush (Usa 1986)
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