venerdì 20 gennaio 2017

Fermo a un semaforo, nebbia ...

Ieri notte non sapevo cosa scrivere, indeciso se
buttar giù una recensione all'ultimo film di
Jim Jarmush o dei versacci.
Non sono riuscito a partire con il primo, anche
se il film è un capolavoro di poesia e gran
dettagli, un Jarmush maggiore, per me.
Per quanto riguarda i versacci sono partito sì,
ma mi sono fermato subito, capendo che
stavo sforzandomi, e così non va.
Allora ho cercato nel web qualche personaggio
famoso morto, magari nel giorno stesso,
così da farne un post per primo (erano le 2).
Purtroppo nessuna morte celebre in questo
scorcio di gennaio, niente nomi eclatanti
come nel 2016, tra i defunti di gennaio.
Gente ne muore, certo, in guerre o in attentati,
ma loro non fanno quasi più notizia, ormai ci
siamo assuefatti pure ai terremoti vicini.
Ne ho trovati un po' in wikipedia, morti nel 2017:
personaggi famosi, certo, ma non del livello di
un Bowie, di un Citti o di uno Scola.
"Che macabro sei", mi ha detto Elle ferma a un
semaforo ... l'ho guardata e le ho detto: ero
come te ora, fermo a un semaforo, nebbia.

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giovedì 19 gennaio 2017

In palude con Nevica Noise


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Elettronica, Lo-Fi,Ambient, Drones, Psichedelic, Noise
DOVE ASCOLTARLO: su SoundCloud
 LABEL TheSounSystem Records
PARTICOLARITA’: Strumentale / prima parte di una trilogia dedicata a Harumi Murakami
CITTA’: Filetto-Ravenna
DATA DI USCITA: 25 nov 2016

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mercoledì 18 gennaio 2017

Rece d'Alligatore: Pupi di Surfaro

Pupi di Surfaro, Nemo profeta
Autoprodotto
I Pupi di Surfaro sono tornati con questo nuovo disco, dai colori forti, cantato quasi tutto in siciliano, Nemo Profeta. Come da loro proposito esplicitato in cartella stampa, si tratta di un lavoro di rottura, contro le convenzioni, contro le false certezza. Abbandonato un folk esplicito hanno cercato un folk dell’anima, tra elettronica e pop, ritmo e cantautorato rock.
Nove canzoni dinamiche, che non danno tregua. Tra le mie preferite metto le pacifiste Per amore, per la libertà e Soldatino. La prima, in italiano, scritta assieme al musicista arrangiatore del disco Aldo Giordano, è un deciso pop dal gusto cantautorale con parole pesate, mentre l’altra è una filastrocca ritmica e sbeffeggiante. Da menzionare la world ‘Gnanzou, che tratta in modo diretto il dramma delle stragi dell’immigrazione (partecipazione cult del senegalese Jali Diabate con la sua arpa africana), la cover del sardo Andrea Parodi, Ruzaju, e il saltellante sabba elettrico con tanto di scacciapensieri Kicking The Donkey Style, cantata in inglese.   
Nemo profeta è un disco molto naturale, con il gusto del vero artigianato musicale. Il suo maggior merito è che va dritto al punto, senza sovraccaricare troppo e con un bel lavoro sulle parole. Anche se non si conosce il dialetto siciliano, ci si può ritrovare a canticchiare alcuni suoi pezzi, contagiati dal ritmo e dalle trovate musicali.

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lunedì 16 gennaio 2017

Non vorrei ...

Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me.

 Groucho Marx

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domenica 15 gennaio 2017

In palude con i Junkfood


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Soundtrack/ Strumentale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Bandcamp, Rockit
LABEL Cinedelic
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA 27/10/2016

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giovedì 12 gennaio 2017

Locandine cult: Amarcord

AMARCORD (Italia 1973)
di Federico Fellini
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mercoledì 11 gennaio 2017

In palude con Angela Kinczly


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: electrofolk
DOVE ASCOLTARLO su Rockit
LABEL: SRI/Neurosen
PARTICOLARITA’: EP
CITTA’: Brescia
DATA DI USCITA: 5/12/16

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martedì 10 gennaio 2017

Rece d'Alligatore: Alea

Alea, Spleenless
Luna Rossa Records

Giovane trentenne con la musica nel sangue, AIessandra Zuccaro in arte Alea, si propone con questo disco al pubblico. Giovane, ma già con una buona valigia di esperienze, da piccoli e grandi contest a Sanremo, dall’esperienza di corista Rai, allo studio del canto jazz. Mezzo soprano, con Spleenless passa dal blues al pop, dal soul al jazz con molta naturalezza, una voce sicura e delle canzoni che restano.
Motivetto è dove mi piace di più, perché bozzetto di provincia quasi contiano dal ritmo jazzato, ma non sfigura manco nella malinconia Non c’è pace, con i fiati e il piano ad accompagnarla degnamente più una certa elettricità, Relais, per l’atmosfera calda e il divertente teso ironico, Amore cercato, un bel duetto in dialetto pugliese con suo padre, dopo il magico intro di fisarmonica.
Credo che i presupposti per una bella carriera in musica ci siano tutti: voce, spirito, capacità di muoversi in diversi ambiti, e anche il sapersi prendere in giro come dimostra la copertina dal sapore vintage scalzo. Aspettiamo le prossime sue mosse e intanto godiamoci questo Spleenless.

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domenica 8 gennaio 2017

Quella faccia un po' così, sempre uguale alla sua

Forse non l'avreste mai immaginato, ma il mio cantautore
preferito tra quelli classici, è da sempre Paolo Conte,
con quella faccia un po' così ...
Da ragazzino, quando facevo le scuole medie, lo proposi
durante l'ora di musica come ascolto, e venni preso in
giro da quei zotici dei miei compagni.
Erano gli stupidi Ottanta di Michael Jackson e Madonna,
che ne potevano sapere dei ragazzini di Un gelato
al limon o del kazoo? Un cazzo!
Ci rimasi male, ma non cambiai i miei gusti musicali, anzi,
li radicalizzai, con Paolo Conte sempre più mio, oltre le
illusioni di Timbuctù, le gambe lunghe di Babalù.
Che testi le canzoni di Paolo Conte, testi di una forza nel
creare suggestioni, che solo la sua voce poteva cantare,
anche se ha scritto belle canzoni per altri.
Tra le mie preferite Via con me, Hemingway, Quadrille,
poi Max, poi Gli impermeabili, Alle prese con una verde
milonga ... tantissime altre.
Mi viene in mente questo mentre leggo del suo compleanno,
dei suoi splendidi ottant'anni, fatti ieri l'altro: con quella
faccia un po' così, sempre uguale alla sua.

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sabato 7 gennaio 2017

In palude con Picciotto


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  //  Rap – Storytelling cantautoriale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) su Soundcloud
LABEL  //  Irma Records - Mandibola
PARTICOLARITA’ // Concept album dove ogni brano prende il nome del personaggio protagonista, tra loro tutti collegati.
CITTA’:  Palermo
DATA DI USCITA  : 23/09/16

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mercoledì 4 gennaio 2017

Un anno al cinema ... il 2016

Ecco la lista dei film visti al cinema durante il 2016. Sono ben 47, tutti visti rigorosamente sul Grande Schermo. Tre in meno rispetto al 2015, comunque un numero considerevole (con uno in più la media sarebbe stata di 1 a settimana, e non è male). Ma è la qualità quella che conta, e, rivedendo i titoli, direi che è stata anche quest'anno, alta. Il primo film visto, Carol, di Todd Haynes, è un vero gioiellino di stile e calore, come l'ultimo, Paterson, di quel Jim Jarmush, che quando li fa belli, i film, sono belli davvero (come mi dice Lucien, in un commento sul suo blog), e questo e bello davvero. In mezzo ci sono stati il solito grande Tarantino con il suo The Hateful Eight, ma anche un deludente Alejandro Gonzăles Iňarritu, un inguardabile Tornatore, dei discreti Coen e Woody Allen. Mi è piaciuto molto il Virzì de La pazza gioia, come l'Almodovar de Julieta, come lo Stone de Snowden. Conferme anche per Pif, il solito impeccabile Ken Loach, e per Clint Eastwood tornato a piacermi con Sully. Perfetti sconosciuti e Lo chiamavano Jeeg Robot si meritano tutta la fama di cult italiani dell'anno, ma io aggiungerei anche La verità sta in cielo, di Roberto Faenza, del quale si è poco parlato (chissà perchè), e uno scult fuori dal tempo, come Tommaso, di Kim Rossi Stuart. Rimanendo in Italia, da citare assolutamente (e da vedere) Fuocoammare di Rosi, mentre fuori, direi di non dimenticare Lo stato contro Fritz Bauer del tedesco Lars Kraume e il brasiliano Aquarius, con una grandissima Sonia Braga (il film deve uscire in molte città, non fatevelo sfuggire nella vostra). La palma del miglior film dell'anno va però a Frantz, del quale ho già scritto lodandolo come merita: un capolavoro dell'era moderna. Per il resto , vi rimando alla mia listona qui sotto, con accanto i voti (da prendere con le molle, vi prego). Cliccando sui titoli colorati, piomberete diritti alla mia rece scritta a suo tempo sul blog. Buona lettura e buone visioni ... possibilmente al cinema. 

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martedì 3 gennaio 2017

In palude con Il Ballo dell’Orso


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock cantautoriale
DOVE ASCOLTARLO Soundcloud, Bandcamp, Rockit
LABEL alla ricerca di …
PARTICOLARITÀ il batterista è meridionale
CITTÀ: Arezzo
DATA DI USCITA 26/11/2016



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domenica 1 gennaio 2017

Film e bruciore di stomaco

Non guardiamo mai la tv, a parte sotto le feste
cosiddette di natale, perché fanno dei bei
classici, mentre al cine fanno poco.

Quest'anno ci siamo visti Una poltrona per due,
A qualcuno piace caldo, Cabaret, Mission, Gli
Aristogatti, Aladin, Z la formica ...

Ho finalmente recuperato dei bei film persi al
cine, tipo Miracolo a Le Havre, "grande" Aki,
e Le Meraviglie,  della giovane Rohrwacher.

Tutte film meritevoli di una visione, mi fa
piacere averli visti, anche se non sul grande
schermo, ma sul divano fronte tv.

Tv troppo piena di spot, in particolare di
pubblicità di prodotti contro il bruciore
di stomaco: che strano, preoccupante!

Mi chiedo se sia sempre così, oppure se
questi prodotti vadano reclamizzati solo
per le grandi mangiate del natale.

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venerdì 30 dicembre 2016

Settant'anni dalla parte del Rock

PATTI SMITH
(Chicago, 30 dicembre 1946)

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giovedì 29 dicembre 2016

Rece d'Alligatore: Karbonica


Karbonica, Quei colori
Autoprodotto/Zimbalam
I Karbonica sono una giovane rock band siciliana, con già un bel po’ di palchi nel motore. Tra il 2012 e oggi hanno maturato esperienze, tra piccoli concerti e manifestazioni sempre più importanti, entrando pure nella compilation celebrativa del trentennale del disco culto dei Litifiba 17 Re,  tra le sedici band selezionate direttamente da Pelù e Renzulli. Una bella soddisfazione, come possono dirsi soddisfatti di quest’esordio autoprodotto.
Dieci pezzi istintivi, diretti, genuini con chitarre gajarde e una ritmica incessante data dal bel lavoro collaborativo di basso e batteria. Pezzi come L’inganno, sulla falsità del mondo globalizzato con un sound e parole stile Litfiba, Pezzo d’Africa, rock elettrico ed eclettico che dice parole chiare sull’immigrazione, Quel bisogno che, dolce pop-rock adolescenziale. Molto suggestiva la title-track, che conquista al primo ascolto grazie alla melodia e alle parole giuste, come la fortemente politica La tua Rivoluzione, con un bel ritmo in crescendo. Liberatoria e trascinante Scappo via … ma tutto da ascoltare è Quei colori.
Bella anche la copertina, poetica e dal sapore invernale, ottimo modo per presentare questo giovane rock di strada. I Karbonica non dicono cose nuove, ma buone e giuste. Lasciamoli liberi di camminare e vediamo dove arrivano ...

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mercoledì 28 dicembre 2016

In palude con i Senura


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO 
GENERE crossover
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Su Spotify
LABEL furious party
PARTICOLARITA’ sì
CITTA’:  venturina, livorno
DATA DI USCITA  18/11/2016 un venerdì


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