giovedì 20 luglio 2017

In palude con Sarah Dietrich

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: POP
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Si può ascoltare interamente su Spotify
LABEL: Modern Life
PARTICOLARITA’: E’ un primo disco che racconta 8 storie con un sound contemporaneo dal
gusto retrò.
CITTA’: Roma
DATA DI USCITA: 31 Marzo 2017
L'INTERVISTA
Come è nato Una storia mia?
Una storia mia nasce dall’esigenza personale di raccontare in prima persona alcune storie
che traggono ispirazione dalla mia vita e dalle cose che osservo e che accadono intorno a
me. Dopo 5 anni di collaborazione con gli Ardecore, avevo la necessità di far uscire un album
solista in cui poter raccontare il mio punto di vista, i miei pensieri più viscerali. Avevo molto da
raccontare e sapevo che era giunto il momento. Volevo realizzare un disco che fosse
completamente “mio”.
Perché questo titolo? … nessuna canzone dell’album con questo titolo.Anche se non ho scelto il titolo per questo motivo, in realtà è un verso di una canzone
contenuta nell’album che si chiama ‘Non sto male’. A un certo punto del brano dico “Forse eri
un miraggio, un sogno o quel che sia.. forse ho vissuto una storia mia”. In questo mio lavoro
ci sono 8 racconti, 8 canzoni che unite creano un'unica grande visione. Volevo dare un senso
di continuità alla narrazione. Posso dire che unite queste 8 storie ne fanno una unica. Da qui
il titolo del disco Una storia mia.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?Ho iniziato a pensare di lavorare su questo disco alla fine del 2014, ed è poi uscito il 31
Marzo del 2017 quindi direi che ha avuto una gestazione piuttosto lunga. Inizialmente ho
scritto alcune cose, ma da subito ho sentito la necessità di scegliere un produttore artistico
che mi aiutasse nella realizzazione dei brani, nella scelta del sound. Avevo le idee molto
chiare su chi volessi accanto a me e quale direzione musicale intraprendere. Sapevo che
Davide Combusti (in arte The Niro) stava lavorando insieme a Michele Braga (autore di
moltissime colonne sonore tra cui Lo chiamavano Jeeg Robot) e così sono andata da loro in
studio, ho fatto ascoltare le cose che avevo scritto e da lì è nata la collaborazione. Abbiamo
lavorato insieme per poco più di due anni e questo ha portato alla nascita di Una storia mia.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Una storia mia?L’episodio che mi piace sempre raccontare riguarda la nascita di un brano presente
nell’album che si chiama Implacabile. Eravamo io, Michele e Davide, ognuno suonava uno
strumento. Vagavamo tra accordi e ritmi senza avere una meta precisa.
Improvvisamente Davide ci chiede di fermarci e dal nulla inizia a suonare alcuni accordi e una
melodia che sono rimasti gli stessi nella versione definitiva. Abbiamo poi sviluppato insieme il
testo ed è nata Implacabile.
E’ stata l’unica canzone di cui abbiamo mantenuto la primissima idea originale per quanto
riguarda la struttura armonica e melodica. Non è mai cambiata da quel giorno ed è la
canzone forse maggiormente autobiografica.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse? È …Se fosse un concept album sarebbe dedicato al concetto di rinascita. C’è un forte senso di
riappropriazione di se stessi, di una certa presa di consapevolezza dopo aver attraversato il
buio. Direi che sono storie d’amore (in tutte le sue sfaccettature) e di purificazione.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Una storia mia?
… che ti piace di più fare live?
Per motivi diversi sono legata a tutte le canzoni dell’album, d’altra parte sono tutte “figlie”, ma
forse sono leggermente più affezionata a Ma tu. E’ stato il primo brano che ho scritto, quello
in cui mi metto a nudo e immagino un dialogo col Divino. E’ sicuramente la canzone più
spirituale. 
Come è stato a livello produttivo fare il cd? Da chi gli apporti più importanti?Il produttore esecutivo è Paolo Cobianchi per l’etichetta Modern Life, senza il suo apporto
sarebbe stato impossibile realizzare il disco. Ma artisticamente è stato un lavoro di squadra.
Io, The Niro e Michele Braga abbiamo lavorato quotidianamente sulle canzoni in totale
sinergia senza fermarci prima che non fossero per noi perfette. Siamo stati tantissimo tempo
in studio da Maurizio Mariani che con dedizione ha registrato e missato tutti i brani. Voglio
anche ricordare Gianluca Vaccaro che ha fatto il mastering. E’ stato un lavoro di sinergia tra
tutte le persone che hanno partecipato alla realizzazione del cd.
Copertina fresca e diretta, con tu direttamente presente. Come è stata fatta e pensata? Da
chi? …
Da subito avevo pensato al bianco, come colore dominante della copertina. Volevo che ci
fosse un senso di pulizia e minimalismo. L’idea di mettere una foto che mi ritraesse è venuta
in modo molto spontaneo. Questo disco attraversa diversi momenti della mia vita, o
comunque in ogni brano c’è sempre un riferimento a qualcosa che ho vissuto e che mi porto
dentro. Volevo quindi “metterci la faccia”. Poi in quello scatto indosso un abito Blackblessed
nero che contrasta con il bianco dello sfondo. E mi piaceva l’idea di usare questi due colori.
Lo studio Cobayashi ha poi sviluppato l’idea grafica e in base al messaggio che io volevo che
arrivasse (qui si potrebbe aprire un capitolo molto grande, consiglio di osservare molto bene
la copertina in tutti i suoi dettagli) ha deciso di mettere come fondale della foto un simbolo
geometrico che ha un significato preciso. Posso dire che questa copertina racconta la me di
ora.
Come presenti dal vivo questo album?
Il live varia a seconda delle location. Il 15 aprile ho fatto la presentazione ufficiale a Roma
all’Auditorium Parco della Musica e in quell’occasione ho potuto presentare la mia band al
completo: The Niro e Fabrizio Guarino alle chitarre, Davide Alivernini al basso e Francesco
Pradella alla batteria. In quell’occasione si è unito anche il violinista Andrea Ruggiero che tra
l’altro ha registrato gli archi sul brano che chiude il disco, ‘Costellazione’. Sto facendo anche
concerti in trio in cui oltre a me e The Niro il terzo elemento varia sempre. Può essere un’altra
chitarra, un violino o un violoncello. Mi piace proporre lo stesso live con vesti diverse, da
quella elettrica con la band a quella più acustica in trio.
Altro da dichiarare?Posso ricordare che questo mio primo album Una storia mia si può ascoltare interamente su
Spotify e si può comprare in copia fisica in tutti i negozi di dischi, ordinandolo su Amazon o
direttamente su Audioglobe (che distribuisce l’album) oppure potete scaricarlo su iTunes e su
tutte le altre piattaforme digitali.

martedì 18 luglio 2017

Fernanda 100!

Fernanda Pivano con Hemingway, o con Kerouac, o forse, meglio, con Allen Ginsberg, o con Ettore Sottsass, suo marito. No, Fernanda e Faber, anzi, Fernanda e Lou Reed? Con Burroughs o con Ferlinghetti? Con Montale ... Però con Bukowski, il mio amato Hank sarebbe il massimo ...
Invece ho deciso di mettere una foto da sola. Se lo merita nel giorno del suo 100^ compleanno di essere ricordata così. Purtroppo non c'è, se ne è andata a 92 anni, ma c'è, in tutti i libri tradotti, i personaggi cult intervistati, che ha frequentato. Una cultura profonda come pochi in Italia, credo dovrebbe essere ricordata di più, molto di più. Questo blog, che si dichiara da sempre di cultura rock a 360° non può esimersi dal farlo. Auguri Nanda!

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lunedì 17 luglio 2017

Rece d'Alligatore: Monica Shannon



Monica Shannon, Ali
Autoproduzione
Ali è un disco che vuole volare alto, parlando dell’amore in tutte le sue sfumature. Vuole, ma non sempre ci riesce, lasciano in bocca un bel gusto pensando a quello che sarebbe potuto essere. Nove pezzi così, tra le canzoni direttamente scritte da Monica, una buona cover di Sakamoto, e un brano scritto da Stefano Pulga, anche produttore artistico dell’album.
La cover di Sakamoto è la notissima Forbidden Colours (versione cantata del tema Furyo, cult-movie di Ōshima con David Bowie) sull’amore gay, e rappresenta il vertice del disco. Si avvicinano ad essa Butterflies in the Garden, brano senza tempo, poetico e con il giusto ritmo, Something You Should Know, canzone dal respiro internazionale con piano e fiati in evidenza.
Ali è il secondo album sulla lunga distanza dell’artista lombarda. Un prodotto delicato, come lascia intuire il titolo. Musica dal mondo, con il pop contaminato da jazz, musica irlandese, rock e soul. Professionalmente ineccepibile, una bella voce e un certo talento compositivo, ma non riesce a smuovermi più di tanto. Alla prossima?

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domenica 16 luglio 2017

In palude con i Mòn

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Indie pop
DOVE ASCOLTARLO Youtube, Spotify, Deezer, Rockit ecc.ecc.
LABEL Urtovox rec.
PARTICOLARITA’
CITTA’ Roma
DATA DI USCITA 12 Maggio 2017


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giovedì 13 luglio 2017

Zardi intervistato su I Think Magazine

Leggendo La passione secondo Matteo, sembra ci sia una critica, non tanto velata, al Sessantotto. O mi sbaglio? Quali sono i tuoi sentimenti in merito?
Houllebecq, in un’intervista di due anni fa al Corriere della Sera, diceva che uno scrittore non dovrebbe mai avere idee troppo precise, o pareri consolidati, sugli argomenti di cui parla: sono d’accordo con lui. Nel libro Matteo, quarantenne benpensante con formazione cattolica, e Giovanni, settantenne ex sessantottino, si confrontano, e si scontrano, sul tema del Sessantotto, e lo fanno da fronti opposti. Io non mi schiero con nessuno dei due. Non mi interessa esprimere un parere sul Sessantotto – di questo, dovrebbero occuparsi gli storici, i sociologi, i politici, non gli scrittori - ma creare una situazione di tensione dialettica.

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martedì 11 luglio 2017

In palude con Orelle


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE indie, jazz, pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) qui
LABEL Black Candy Records
CITTA’:  Bisceglie (BT)
DATA DI USCITA 28/04/17

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giovedì 6 luglio 2017

Ora si può dire: ciao Paolo!

Paolo Villaggio, il grande Paolo Villaggio,
che andava a tutti i funerali di star
amiche sue, è morto.
Lo vedevo nei tg, tutto contrito, serio,
perfetto nel rendere l'estremo saluto
con le parole giuste.
Me lo ricordo al funerale di Faber,
grande amico suo, o di Gassman,
o di Ugo Tognazzi.
Mi ricordo anche le molte volte che
ne hanno annunciato la sua,
di morte.
Per questo, anche se avevo già il
post pronto, con questa foto,
ho aspettato un po'.
Ora, passati alcuni giorni, siamo certi,
quel fine umorista, dei vizi e delle
banalità italiche, è morto.
E allora lo posso dire: ciao Paolo!
Uacciu uari uari … uacciu uari uari ...

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mercoledì 5 luglio 2017

In palude con gli Shijo - X


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Pop / Trip pop / Alternative
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto):
In macchina (quando non c’è traffico) e in cuffia, possibilmente sdraiati sul letto.
LABEL Autoprodotto
PARTICOLARITA’
L’undicesimo brano è stato aggiunto dopo la chiusura del master, ad un giorno dalla scadenza della consegna. E' volutamente “posticcio” (diverso sia per arrangiamento che per l'assenza del master) ed è stato inserito per sottolineare l'aspetto distorto di tutto il disco. “Eleven” è l'elemento in più che cattura l'attenzione per la sua diversità e rende ancor più sbilenco l'album. ODD TIMES, infatti, è come un pezzo di Tetris che crea casini e buchi irrimediabilmente vuoti ovunque lo si metta.
CITTA’: Teramo
DATA DI USCITA: 05/05/2017

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domenica 2 luglio 2017

Vivere senza ammazzare

Nella mia esperienza di orticultore ho capito
che non è facile vivere senza ammazzare,
mangiare qualcosa, senza spargimento
di sangue o detersivo è impossibile.
Possono essere gli afidi sui fagioli, o le
formiche dovunque (cosa cazzo ci fanno
di tutto il cibo che immagazzinano?), le
cimici, le lumache ...
Noi, nell'orto di Elle e Alli, usiamo solo dei
metodi naturali: uccidiamo a mani nude
i nostri avversari, spruzziamo macerati di
erbe, il sapone di Marsiglia.
L'altro giorno ho pulito le belle piante di
fagioli (sempre più rossi), dagli afidi, li
ho schiacciati uno a uno, le mani erano
nere, grondanti afidi morti.
Già che c'ero, ho eliminato le cimici, che
mi hanno attaccato i bei pomodorini, pure
loro a mani nude: una mi è scappata, l'ho
ripresa nell'erba, il suo Vietnam.
Mi chiedo se ha senso, se si riesca a vivere
senza ammazzare nessun esserino vivente,
verde o rosa maialino, strisciante, volante,
piccolo e nero, dispettoso, Calimero.
Mi vorrei mangiare un'insalata, dei bisi,
o dei pomodori, senza dover far fuori
nessun essere, ma mi accorgo che è
difficile vivere senza ammazzare.

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sabato 1 luglio 2017

In palude con Federica Gennai e Filippo Cosentino


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE contemporary jazz, european jazz, mediterranean jazz, songwriting.
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Abbiamo una bella pagina sul sito dell’etichetta discografica, qui
LABEL  Naked Tapes
PARTICOLARITA’ unconventional guitar and vocals duo
SITO O FB DEL GRUPPO: diamo un po’ di indicazioni per trovarci :)
CITTA’: Pescia(PT)/Alba(CN)
DATA DI USCITA 8/4/2017

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giovedì 29 giugno 2017

Ciao Stefano

Alto, dinoccolato, sempre elegante, sorridente e gioviale. Rodotà mi piaceva perché aveva abbandonato la politica dei partiti, senza abbandonare la Politica, che continuava a fare nel suo lavoro di giurista, attento alle libertà, a partire da quelle della Rete. Rodotà ha rappresentato una Sinistra italiana dal volto umano, sconfitta a livello elettorale, ma vittoriosa nei contenuti e con un largo consenso, più largo di quello che riusciamo ad avere elezione dopo elezione. Sarebbe stato un grande Presidente della Repubblica, altro che "ottuagenario miracolato dalla rete" (come da infelice definizione di Grillo, dopo essere stato candidato dal suo partito, appunto, alla più alta carica istituzionale), più giovane di molti politici giovani anagraficamente ma vecchi politicamente in auge in questi pessimi anni. Per questo mi sono sorpreso a leggere della sua scomparsa la settimana scorsa a 84 anni suonati. Pensavo sarebbe stato eterno Rodotà. Mi auguro lo siano le sue idee libertarie e di sinistra, per una Europa diversa, completamente diversa da quella dei mercati, per la laicità dello Stato, per la difesa della Costituzione, difesa da sinistra anche nel recente Referendum vinto. 
Ciao Stefano.

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mercoledì 28 giugno 2017

In palude con i Volcano Heat


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Itunes, Soundcloud, Spotify, etc
LABEL Satellite Records (nostra etichetta)
PARTICOLARITA’ Garage alternative rock dark moods high energy experience
CITTA’: Venezia
DATA DI USCITA 18 aprile 2017

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sabato 24 giugno 2017

Letture estive: Sposerò Manuel Agnelli

L'ho intervistata sul blog per il suo disco la Genghini (l'ottimo Fuorimoda), poi ho saputo che ha scritto pure un nuovo romanzo, questo, e l'ho voluto subito leggere ... una bella lettura divertente, a tratti da sbellicarsi. Sì, si ride molto in Sposerò Manuel Agnelli  si ride sull'underground italico, argomento molto caro da sempre qui in palude. La Genghini fa in modo autoironico e con un pelo di nostalgia per anni eroici, quando a conoscere Manuel Agnelli eravamo sempre in pochi (non pochissimi, a dire il vero), e ora, che è stato in TV? ... 

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venerdì 23 giugno 2017

In palude con la Classica Orchestra Afrobeat


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE - afrobeat / classica / folk
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) - iTunes - Spotify - ecc
LABEL - Brutture Moderne / Sidecar
PARTICOLARITA’ - feat. Njamy Sitson (Camerun)
CITTA’: Ravenna / Bologna
DATA DI USCITA : 21/4/2017

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lunedì 19 giugno 2017

Locandine cult: Jackie Brown

Jackie Brown di Quentin Tarantino (Usa 1997)
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domenica 18 giugno 2017

In palude con Ottodix


GENERE Future synth pop, electrowave in italiano
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)  iTunes, Rockerilla, Spotify
LABEL Discipline (distribuzione MasterMusic)
PARTICOLARITA’ Concept album tra filosofia, musica, e arte, dalla fisica all'astrofisica
CITTA’: Treviso
DATA DI USCITA: 24.03.2017



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giovedì 15 giugno 2017

Un Dylan Dog da leggere assolutamente

Tra il lavoro d'ufficio in questo periodo molto pesante in termini d'orario, la nostra passione per l'orto, e le tante cose della vita, mi sono ritrovato a leggere solo oggi il Dylan Dog di maggio (uscito a fine aprile). Poco male, un Dylan Dog si può leggere sempre, e questo lo si leggerà a lungo, perché è uno dei numeri più belli della nuova serie, un classico al primo sguardo. S'intitola Il passo dell'angelo, è scritto e disegnato da Gigi Simeoni, al quale faccio i complimenti per la bellezza della storia, il modo di disegnarla e l'equilibrio nel farci stare tutto nelle canoniche 98 pagine. Inizia come la classica storia adolescenziale, con due ballerine, di una prestigiosa scuola inglese, che si tolgono la vita per l'eccessiva rigidità della loro insegnante. Scotland Yard viene subito chiamata a indagare (in particolare Rania Rakim, poliziotta di origini arabe, sempre più importante nel nuovo Dylan Dog), e poi arriva anche il nostro eroe, che troverà il mostruoso, l'innaturale, l'esoterico ... e anche vecchi nazisti. Ma non aggiungo altro. Se non avete mai letto Dylan Dog, vi consiglio di provare cominciando con questo numero.

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mercoledì 14 giugno 2017

In palude con Polaris



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE experimental / avant-fusion / space-jazz
DOVE ASCOLTARLO su soundcloud
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’ Anarchia e dadaismo
CITTA’ Taranto
DATA DI USCITA Gennaio 2017

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sabato 10 giugno 2017

Ciao GoodyGoody

GoodyGoody non c'è più, il mio gatto (anche se
un gatto non è di nessuno), è morto oggi, e io
non ho più lacrime per piangerlo.
Che hai, perché sei così triste, ti è morto il
gatto?, ho sentito scherzare molte volte,
ed è vero, la mia tristezza è infinita.
Solo chi non ha vissuto con un gatto (ma
anche un cane o un ibis, forse), non può
capire: certo che sono triste, deficiente!

GoodyGoody, non so bene quanti anni avesse,
c'è sempre stato da quando ho il blog, nel
2007 quando è nato il blog lui c'era.
Era arrivato in casa da solo, qualche anno
prima, ed è spesso comparso in foto, c'era
mentre intervistavo in diretta i musicanti;
c'era a leggere il manifesto o i libri di Zio
Scriba, c'era nei film di Pasolini o in quello
dei Coen, cliccate nel tag GoodyGoody
e vedrete se c'era.

Ora bevo vino rosso, rosso come lui, per cercare di
fermare le lacrime, e rivedo gli ultimi attimi insieme,
la sua prima volta dal veterinario, mio amico, ieri, con
Elle: lei a guidare, io a tenere stretta la gabbietta,
lui che lo visita e mi dice che c'è insufficienza
renale (glielo donerei io un rene), facendomi
capire che Goody si è ormai giocato tutte le sue
vite, ci sarà poco da fare, passerà sabato a vedere,
forse la puntura estrema, mi fa capire senza
dirmelo (io inizio a piangere, Elle mi stringe).

E la puntura estrema non è servita, si è spento senza
clamore, è morto alle due o tre di notte, assistito da
mia mamma, il veterinario è venuto a bere il caffè, a
constatarne la morte, bastarda, contro la quale non ci
si può fare mai nulla, è morto di vecchiaia, si può dire,
tra i 14 e i 18 anni, credo.
A me, che non l'ho visto, non me l'hanno lasciato vedere,
non è restato che andare dal vivaista a comprare una bella
pianta da mettere sopra la sua sepoltura, nel nostro giardino.

Mi sono messo poi a zappare, zappare, zappare, una
buca profonda e larga, larga per contenere il corpo
allungato del buon GooodyGoody.
Sopra di lui, ora, una perfetta pianta di origine orientale,
la Nandina (o Bambù sacro), che si trova in origine
dall'Himalaya al Giappone: perenne, resistente al
freddo, bella anche d'inverno con le sue bacche rosse,
bacche rosse come Goody.

La vedo dalla finestra della nostra casa, la vedo dal
balcone dove negli ultimi mesi Goody viveva, la
vedo ora e ogni volta che uscirò fuori dal cancello.
Le sue bacche rosse vivranno perché nutrite
da lui, che così potrà continuare a vivere  dove
è sempre stato, dando un senso alla vita eterna:
siamo tutti inserti in questo ciclo infinito, di morte
nera e bastarda, e rinascita, rossa come Goody.

Ciao GoodyGoody ...

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giovedì 8 giugno 2017

Non indovinerete mai!

Ancora un indovinello a carattere ambientale qui in palude. Direttamente dall'Orto di Elle e Alli, vi chiedo che pianta è questa. Non credo nessuno riuscirà mai a indovinare. L'ho seminata io, con le mie mani (e, nelle foto fatte da Elle, le sto innaffiando), si tratta di una pianta non coltivata oggi in Italia, ma, da mie ricerche, in passato sì. Si adatta quindi al nostro clima, ma, forse per motivi commerciali, non si è più coltivata, lasciandone la coltivazione ad altri continenti. Io ne vado ghiotto, così, per sfida e divertimento, ho provato a piantare alcuni semi, e sono nate delle belle piantine. 
Ma bando alle ciance, ditemi che pianta è questa ... impossibile ci riusciate, a meno che non abbiate un gran culo! ... ah, come sempre si vincono delle pins dell'Alligatore, e, se le piantine daranno frutti, anche qualche ...

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mercoledì 7 giugno 2017

In palude con Management del Dolore Post-Operatorio


                NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO                                  
GENERE   hard pop
DOVE ASCOLTARLO spotify, youtube
LABEL    La Tempesta Dischi
SITO DEL GRUPPO
CITTA’: Lanciano
 DATA DI USCITA  10 marzo 2017
 

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domenica 4 giugno 2017

Mi farei tatuare Kustu sul braccio

Mi piace Emir Kusturica, mi piace il suo cinema,
mi piace lui come persona, la sua etica e la sua
estetica, tanto che mi farei tatuare la sua faccia
sul braccio.
Dico questo dopo aver visto il suo recente film
On The Milky Road - Sulla via lattea, ambientato
durante la guerra nella sua Jugoslavia, come
Underground.
Ci sono molti animali spaventati nel film, dalle oche
al maiale sgozzato (ma non si vede, si sente), e poi
il serpente e il falco, muli, si beve e si vede la natura
in Serbia.
C'è anche Monica Bellucci, con la quale Emir ha una
storia d'amore (da cinema), inseguiti tra montagne e
fiumi, mine antiuomo, greggi di pecore che vi saltano
sopra.
Un film con la sua poetica, come quella di Fellini o
di Pasolini, con i suoi temi forti, talmente forti da
diventare kusturichiani: la bella bandiera slava,
la rakija, la musica ...
La fuga di un popolo, la sua vitalità, i balli e le
feste, cecchini e biechi caschi blu, Miki Manojlovic,
sogni e incubi, animali e orologi impazziti, mai
tanto come gli uomini.
Non capisco perché questo film non sia stato
distribuito in modo migliore, perché Kustu
abbia aspettato otto anni per farlo, perché
non l'abbiano visto tutti.
Forse troppo poetico, folle e disperato o solo
appassionato, come un cineasta radicale,
estremo e passionale: per questo mi farei
tatuare Kustu sul braccio.

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sabato 3 giugno 2017

In palude con Elisa Genghini


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE pop/folk/cantautoriale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) su digital stores, spotify o su cd
LABEL Still Fizzy
PARTICOLARITA’ un disco fuorimoda!
SITO  FB
CITTA’: Bologna/Rimini
DATA DI USCITA: 19/04/2017 

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giovedì 1 giugno 2017

Buon compleanno Morgan

Anche Morgan Freeman compie quest'anno ottant'anni, li compie oggi, doverosi quindi li auguri. Pensando alla sua carriera cinematografica, non riesco a immaginare a un solo film per ricordarlo: Seven o A spasso con DaisyAmistad o Lucy? Million Dollar Baby, per il quale vinse il suo unico Oscar, o Invictus - L'invincibile, nella convincente parte di Nelson Mandela? Entrambe le pellicole dirette da Eastwood (hanno lavorato insieme anche nel western Gli Spietati). Insomma, sono tanti, troppi i film di Morgan Freeman per sceglierne solo uno. Per questo ho scelto uno scatto normale, dove si vedono tutti i suoi 80 anni, direi ben portati ... e allora, buon compleanno a Morgan Freeman.

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mercoledì 31 maggio 2017

In palude con i Wyns


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE indie – rock alternative
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) spotify, deezer
LABEL Bassa Fedeltà
PARTICOLARITA’ molto bello
CITTA’ Luino
DATA DI USCITA 27/03/2017

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domenica 28 maggio 2017

Ciliege o ciliegie .... io me le magno

... direttamente dall'Orto di Elle et Ally.

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sabato 27 maggio 2017

In palude con Davide Ravera

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock aggettivabile a piacere
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Spotify, SoundCloud, BandCamp
LABEL Hazy Music
PARTICOLARITA’ live in studio quasi integrale prodotto da Umberto Palazzo
CITTA’ Modena
DATA DI USCITA 17 marzo 2017

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mercoledì 24 maggio 2017

Scambio perverso

Vignetta di Cecigian, da su IL NUOVO MALE n.25 (novembre 2015).

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