giovedì 17 agosto 2017

In palude con unòrsominòre.


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE musica pe(n)sante, canzone im-popolare
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) ascolto completo bandcamp su dinotterecords.com, playlist su youtube.com/orsozapata
LABEL diNotte Records
PARTICOLARITA’ doppia uscita disco + ep in contemporanea, tutto in free download, o in formato fisico speciale
CITTA’: Verona, Roma
DATA DI USCITA 14/4/2017
L’INTERVISTA
Come è nato Una valle che brucia?

Con fatica e sudore, chiuso nella mia cameretta, la sera dopo il lavoro, prima suonando la chitarra, poi tentando cose al pianoforte e al synth, infine limando pagine di spunti e appunti fino a dare forma a testi da far combaciare alle musiche. Il tutto sempre chiedendomi chi me lo fa fare visti i tempi che corrono e la situazione della musica italiana, e in particolare della sedicente scena indipendente.
Perché questo titolo? … forte, come lo richiede il periodo. No?

Sì, soprattutto per i nostri corregionali che ne colgono il significato perché è l’italianizzazione di un detto veronese, “l’è ‘na val che se brusa”. Per chiunque altro credo sia un’immagine surreale e criptica, difficile da decifrare, ed è quello che mi è piaciuto, anche se fino all’ultimo sono stato indeciso se tenerlo come definitivo. C’è anche l’ep Analisi Logica, il cui titolo invece mi è saltato in testa all’improvviso una sera e ho trovato subito molto sensato.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Dopo La vita agra e pezzali sapevo che non avrei più pubblicato niente per un bel po’, e ho detto più volte che comunque avrei aspettato fino a che non avessi avuto qualcosa di nuovo e interessante da dire e non avessi avuto chiaro come dirlo. Intanto la vita mi ha portato ad allontanarmi e cambiare abitudini una volta ancora, quindi ho dovuto dedicare molto tempo a rimettermi in sesto, diciamo. Ma nel frattempo ho accumulato parole e note e a un certo momento mi è parso di avere una mole di materiale sufficiente a ricavarne una buona scrematura. Poi mesi di lima, provini, riscritture e assemblaggi, finché non ho trovato la quadra, nonché la voglia di mettermi davvero a concretizzare il tutto.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Una valle che brucia?

I giorni di prova e registrazione in cui i miei musicisti Michele De Finis, Jonathan Maurano e Mauro Rosati sono stati ospiti a casa mia, e come sempre quando ci ritroviamo (il che, per molte ragioni, purtroppo capita abbastanza di rado) si è creato un clima che è difficile descrivere a parole e che si avvicina abbastanza alla mia idea di famiglia, per quanto possa suonare retorico. In quei giorni c’era ancora in casa il mio amato gatto Satana che poco tempo dopo se ne sarebbe andato a causa di una lunga malattia, già lo sapevo e il tutto ha reso le cose ancora più emotivamente intense. E poi il lavoro di creazione dell’artwork con i ragazzi di diNotte Records, al tempo stesso divertente e stressante, sia per me che per loro credo :)
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse? È …

No, non credo che lo sia, per quanto chiaramente ci siano delle tematiche abbastanza ricorrenti – la violenza, in particolare, che sia di uomo su uomo, di uomo su animale, di Natura su tutto. La violenza e la sua apparente ineluttabilità, lo scegliere di non opporvisi, la banalità del male di cui parla la Arendt, siamo tutti un po’ gerarchi nazisti che si autoassolvono perché in fondo non fanno niente di attivamente criminale e eseguono solo gli ordini.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Una valle che brucia?… che ti piace di più fare live?

Varsavia, per molte ragioni. Ce ne sono altri che mi piacciono molto o che trovo molto riusciti, o pregnanti, o importanti – Il Demone Meridiano, Mattatoio, 18 Aprile, Canzone di Alekos – ma Varsavia è davvero qualcosa di speciale, uno di quei pezzi che ti escono raramente, e che quando sono conclusi ti fanno pensare ecco, questa canzone è qualcosa di bello e compiuto, e non cambierei una nota o una sillaba.
Come è stato a livello produttivo fare il cd? Da chi gli apporti più importanti?

È stato più frammentario delle altre volte, per mere questioni geografiche: io ora abito a Roma, due miei musicisti a Napoli e un altro nelle Marche, e Fabio De Min che lo ha registrato vive a Belluno. Un bello spaccato d’Italia direi, alla faccia dei leghisti :) Quindi abbiamo registrato le basi allo studio Artigiani di Maurizio Loffredo e Daniele Sinigallia, qui a Roma, poi ho sovrainciso i synth a casa mia, Michele ha aggiunto alcune chitarre a casa sua e poi sono salito da Fabio a completare le voci e iniziare il mix.
Copertina diretta, con questo animale solo in mezzo ad una natura secca, brulla, già bruciata … direi che va a braccetto con  il titolo. Come è nata?

È una storia interessante che racconto volentieri. Non so per quale motivo ho deciso abbastanza presto, quando il disco era ancora del tutto embrionale, che in copertina avrei voluto una foto di uno yak solitario. Mi piaceva l’idea di un animale, perché il disco parla anche di animali e perché la mia coscienza antispecista ormai richiede molto spazio, e in particolare mi attirava l’idea di un bovino, un essere mansueto nonostante la sua mole, in un contesto di natura dura, faticosa. Non sapevo dove cercare un’immagine del genere ma internet è ancora una volta sopraggiunta in mio soccorso e mi ha fatto capitare sul blog di un ricercatore di wildlife australiano, David Game, che ha scattato la foto che cercavo: uno yak tibetano completamente isolato che fissa l’obbiettivo in mezzo a un panorama, dici bene, brullo e bruciato, ma allo stesso tempo con dei colori irreali, quasi fantastici. Ho scritto a David da collega ricercatore e lui mi ha gentilmente concesso di usare l’immagine, ed eccola lì.
Tutto il packaging comunque è a mio parere molto riuscito e ne sono contento, e ringrazio i ragazzi di diNotte Records che l’hanno realizzato insieme a me. Ci sono diverse foto di vari soggetti e tipologie, e l’idea è che ciascuna potrebbe essere una copertina, dedicata a un tema differente. Ci sono altre immagini di animali, c’è un’immagine cosmica, una di scontri di piazza, una di Varsavia, una del canale di Sicilia, una di un finto panorama alieno che omaggia un certo famoso disco cui i suoni di questo sono debitori ... Selezionare e elaborare le immagini è stato molto toccante.
Analisi Logica invece non ti è piaciuto? :) Anche quello ha una bella copertina, più asciutta - una riproduzione delle Tavole di Verità di Wittgenstein.
Come presenti dal vivo questo album?

Non lo presento. Non farò concerti, a meno che non si presenti qualche proposta/occasione davvero imperdibile. Non ci sono le condizioni che vorrei per portare dal vivo i suoni di questo disco, che hanno bisogno di spazi grandi, di volumi importanti, di un’atmosfera adatta; ho troppo rispetto per la musica e anche per me stesso – mi si perdonerà la mancanza di modestia – per immaginare di suonare queste canzoni in qualche locale con la gente che chiacchiera al banco delle birre. I tempi sono cambiati, e io faccio musica che non è di intrattenimento; è necessario accettarlo, per fortuna non ho necessità di suonare dal vivo per pagarmi le bollette quindi va meglio così.
Altro da dichiarare?

Fammi ringraziare ancora una volta tutti coloro che a vario titolo hanno messo del loro su questo progetto, in particolare i miei musicisti e amici Michele, Mauro e Jonathan; Davide Terrile, che lo ha co-prodotto; tutti quelli che hanno deciso o decideranno di spendere dei soldi per acquistare il lavoro in copia fisica, sebbene sia possibile scaricarlo gratuitamente; e coloro che mi hanno scritto parole davvero commoventi dopo averlo ascoltato – credo che ricevere alcuni messaggi nella casella di posta sia, fondamentalmente, l’unico motivo per cui valga ancora la pena di realizzare e pubblicare un lavoro come questo.
 

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lunedì 14 agosto 2017

Buona estate ...

... quella che ci resta.

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sabato 12 agosto 2017

Bagigi è la risposta

Bagigi, arachidi, noccioline americane, peanut, come le ha chiamate Berica, che ha vinto le pins, anzi, spilline dell'Alligatore. Questa la pianta misteriosa dall'Orto di Elle e Alli che per alcune settimane nessuno è riuscito a indovinare. Complimenti a Berica, non era per niente facile. Le arachidi, purtroppo, non vengono coltivate molto in Italia, anche se il clima, in particolare nella parte centrale e meridionale, sarebbe favorevole. Anche a nord, con un po' di cure e fortuna, si possono coltivare. Sperando faccia un agosto secco, a settembre dovrei raccogliere i frutti. Molti di voi non sapranno infatti, che le arachidi nascono, come le patate, sotto terra. Per me è stata una scoperta recente, le immaginavo appese a rametti, tipo le nocciole, invece ...

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venerdì 11 agosto 2017

In palude con i Droning Maud


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE_indietronica
DOVE ASCOLTARLO Bandcamp, SoundCloud, …
LABEL_I Dischi del Minollo
PARTICOLARITA’_è un disco a kilometri zero
SITO O FB DEL GRUPPO_ http://droningmaud.tumblr.com/ , FB
CITTA’: Valle del Salto
DATA DI USCITA_28 Aprile 2017

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domenica 6 agosto 2017

Mitchum LOVE and HATE

In estate alla televisione davano un sacco di
film vecchi, film in bianco e nero bellissimo,
tra i miei preferiti quelli con Mitchum.
Mitchum, Robert Mitchum, con quella sua
faccia da spaccone simpatico, di quelli che
sapevano fare la cosa giusta in ogni momento.
Come oggi, Mitchum compirebbe 100 anni (sì,
era della stessa classe della Pivano, classe di
ferro quella del 1917, anno di rivoluzione).
I suoi personaggi erano umani, sfaccettati, non
degli eroi banali sempre dalla parte del bene,
anzi, lui era il classico antieroe.
Prendete il predicatore evangelico de La morte
scorre sul fiume, con le dita della mano tatuate:
LOVE a destra, HATE a sinistra.
Per questo mi va di ricordarlo, sperando che
qualche canale televisivo si ricordi di lui, e
trasmetta a manetta i suoi film.

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sabato 5 agosto 2017

In palude con gli Ant Lion


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Art Punk, No wave
LABEL: Ibexhouse (italia) / OOO Sound (Giappone)
PARTICOLARITA: Formicaleone
CITTA: Arezzo
DATA DI USCITA: 17/03/17

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mercoledì 2 agosto 2017

Provateci ancora ...

  Foto scattate poco fa direttamente dall'Orto di Elle e Alli per il quiz dell'Estate  che continua ...
QUI e QUI e QUI le altre immagini pubblicate con le relative risposte errate date in prima.
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martedì 1 agosto 2017

In palude con i Luoghi Comuni


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock/Pop
DOVE ASCOLTARLO Spotify/Apple Music/Youtube
LABEL Phonarchia Dischi
PARTICOLARITA’ Diciamo No al Basso
FB
CITTA’: Grosseto/Bologna                  
DATA DI USCITA 14/04/17

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domenica 30 luglio 2017

Continua il quiz

Continua il quiz dell'Estate qui in paulude, l'indovinello a carattere ambientale con una pianta dell'Orto di Elle e Alli.
QUI e QUI le altre foto pubblicate con le relative risposte date in prima, che sono sbagliate.
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venerdì 28 luglio 2017

In palude con Effenberg


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE : cantautorato/pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) : spotify, youtube , Itunes, cd
LABEL: AbuzzSupreme
PARTICOLARITA’ : zero bugie
FB
CITTA’: Lucca
DATA DI USCITA: 26.05.2017

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mercoledì 26 luglio 2017

Provate a indovinare ...

Continua l'indovinello a carattere ambientale con una pianta dell'Orto di Elle e Alli.Visto che non avete indovinato continua con la stessa. Questa volta una serie di foto con varie piantine della nostra coltivazione con i caratteristici fiori gialli ... anche i fiori, sì. Se non indovinate manco questa volta, ci rivediamo a settembre, con i suoi frutti ...
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martedì 25 luglio 2017

In palude con i Fast Animals And Slow Kid


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Indie – Rock
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) qui
LABEL Woodworm/Sony
PARTICOLARITA’
CITTA’: Perugia
DATA DI USCITA 03.02.2017

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sabato 22 luglio 2017

L'eccezione alla regola

Gran bel film dall'ottantenne Warren Beatty (qui, anche nella parte importante dell'eccentrico miliardario Howard Huges da vecchio), che ambienta nella Hollywood anni '50/'60 un biopic molto interessate (peccato sia uscito in sordina solo in questa afosa estate con pochi cinema aperti). Una pellicola che in parte ricorda il recente Allen di Café Society e il cult dell'anno La La Land per ambientazione, personaggi, mito.
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venerdì 21 luglio 2017

In palude con Sarah Dietrich

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: POP
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Si può ascoltare interamente su Spotify
LABEL: Modern Life
PARTICOLARITA’: E’ un primo disco che racconta 8 storie con un sound contemporaneo dal
gusto retrò.
CITTA’: Roma
DATA DI USCITA: 31 Marzo 2017

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giovedì 20 luglio 2017

Rece d'Alligatore: Charlie


Charlie, Ruins of Memories
Autoproduzione

Sono proprio Ruins of Memories queste perle uscite dall'esordio di Charlie, genovese giramondo. Giovane ma attiva da molto nel mondo della musica, ha scritto queste canzoni senza tempo nel corso degli ultimi quindici anni, a partire dalla mitica title-track. Tutte scritte imbracciando la chitarra, sono poi state rivestite di viole, violini, organi, trombe, banjo e chi più ne ha ... per creare un disco di folk - rock senza tempo. Accanto a lei il suo chitarrista Tristan Martinelli (già passato in palude più di una volta), produttore del disco uscito sul finire dello scorso anno.
Undici pezzi intensi, uno più caratteristico dell'altro: dall'iniziale The Strenght, folkettino romantico a raccontare con voce ben impostata la passione per qualcosa, alla conclusiva The Road,  acido rock ispirato dall'omonimo libro di Cormac McCarthy, per una storia dannata voce e suggestioni desertiche, più una traccia fantasma, She, con chitarra acustica e dobro da pelle d'oca. In mezzo un capolavoro senza tempo, quindi molto anni '60 quale Innocent Sweet, violino violoncello, organo, la voce a raccontare di amore acerbi e innocenti, poi la rilassata/rilassante Ruins of  Memories, romantica, cullante, da film di Wenders alla scoperta degli States, poi Cigarette dal ritmo swingato, per narrare in modo ironico e disincantato la storia di una sigaretta che tiene in mano il mondo ...
Come avrete capito è un disco che mi è piaciuto veramente molto. Fatto bene, interpreta in maniera personale, musica sicuramente già sentita, ma che non mi stancherò mai di ascoltare. Spero sia il primo lavoro di una lunga serie. Charlie crea musica e suggestioni adatte alla nostra palude. E alla vostra piace?

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martedì 18 luglio 2017

Fernanda 100!

Fernanda Pivano con Hemingway, o con Kerouac, o forse, meglio, con Allen Ginsberg, o con Ettore Sottsass, suo marito. No, Fernanda e Faber, anzi, Fernanda e Lou Reed? Con Burroughs o con Ferlinghetti? Con Montale ... Però con Bukowski, il mio amato Hank sarebbe il massimo ...
Invece ho deciso di mettere una foto da sola. Se lo merita nel giorno del suo 100^ compleanno di essere ricordata così. Purtroppo non c'è, se ne è andata a 92 anni, ma c'è, in tutti i libri tradotti, i personaggi cult intervistati, che ha frequentato. Una cultura profonda come pochi in Italia, credo dovrebbe essere ricordata di più, molto di più. Questo blog, che si dichiara da sempre di cultura rock a 360° non può esimersi dal farlo. Auguri Nanda!

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lunedì 17 luglio 2017

Rece d'Alligatore: Monica Shannon



Monica Shannon, Ali
Autoproduzione
Ali è un disco che vuole volare alto, parlando dell’amore in tutte le sue sfumature. Vuole, ma non sempre ci riesce, lasciano in bocca un bel gusto pensando a quello che sarebbe potuto essere. Nove pezzi così, tra le canzoni direttamente scritte da Monica, una buona cover di Sakamoto, e un brano scritto da Stefano Pulga, anche produttore artistico dell’album.
La cover di Sakamoto è la notissima Forbidden Colours (versione cantata del tema Furyo, cult-movie di Ōshima con David Bowie) sull’amore gay, e rappresenta il vertice del disco. Si avvicinano ad essa Butterflies in the Garden, brano senza tempo, poetico e con il giusto ritmo, Something You Should Know, canzone dal respiro internazionale con piano e fiati in evidenza.
Ali è il secondo album sulla lunga distanza dell’artista lombarda. Un prodotto delicato, come lascia intuire il titolo. Musica dal mondo, con il pop contaminato da jazz, musica irlandese, rock e soul. Professionalmente ineccepibile, una bella voce e un certo talento compositivo, ma non riesce a smuovermi più di tanto. Alla prossima?

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