domenica 28 dicembre 2008

Tre DVD per digerire il panettone e un'idea per il veglione

Antivatican Coalition Against The Hippies Resistance di Autori Vari
Una cara amica mi ha fatto avere questo incredibile dvd, iperfemminista e coloratissimo. Le avevo detto che da bambino passavo le feste natalizie guardando cartoni animati in tv (da Asterix a Lucky Luke, non disdegnando, la notte, il grande Bruno Bozzetto) e lei mi ha allungato questo per le mie vacanze da trentenne. Be’, lo devo ammettere, miglior dritta non mi poteva dare. C’è dentro la magia del cartoon di natale (forse gli autori sono stati piccoli quando lo sono stato io) più uno spirito anticlericale benefico (in questi giorni, poi …). Dodici episodi dove capisci quanto la religione (non solo quella cattolica) abbia inciso nei corpi (delle donne, in particolare) iniettando paure e sciocchi pregiudizi (rimasti, magari sottotraccia, anche nel moderno occidente). Alcuni titoli dei corti, giusto per farsi un idea: Panta Gignetai Tanatos, La crocifissione di Barbie, L’ultima Sicilia, Idiolatrie, Los Pecadores (con i peccati capitali sotto forma di cartoon a divorarsi tra di loro come in un moderno Bozzetto) …
IL LORO SITO PER APPROFONDIRE core-design.it/antivatican/

Maradona di Emir Kusturica
Il più grande cineasta vivente ritrae il più grande calciatore di tutti i tempi. E sono scintille. Un film strano, girato in amicizia, con le rispettive famiglie vicine, ma senza nascondere nulla. E poi con una leggerezza e un’armonia che sembra un filmino girato in un paio di giorni (invece, tra una cosa e l’altra, ci hanno messo due anni). Maradona come un personaggio di un film di Sergio Leone, o Sam Peckinpah, dice a ragione l’autore di Underground, che poi snocciola i ruoli che avrebbe potuto interpretare nei suoi film, dal primo all’ultimo. Però il personaggio cinematografico più maradoniano è forse il di De Niro di Toro scatenato, come confessa lo stesso Maradona, (“lui usava i pugni, io i piedi”, ma per il resto sono molte le analogie). Di culto i palleggi tra Dieguito e Kustu (promessa del calcio e rockettaro impenitente). Di culto la ripetizione del famoso gol con la mano (de dios) contro l’Inghilterra, con il calciatore trasformato in un pupazzetto contro altri pupazzetti: Margaret Thatcher, la regina d’Inghilterra e suo figlio Carlo, Bush jr, Reagan… al ritmo dissacrante dei Sex Pistols. Tutto il resto è rock’n’roll e impegno politico con i leader della sinistra sudamericana.
L‘INTERESSANTE CINECLUB DELLA BIM http://www.bimcineclub.com/

Chiamami aquila di Michael Apted
Scritto da Lawrence Kasdan, diretto da Michael Apted, prodotto da Steven Spieleberg è un concentrato potente di ecologia per la mente e per il corpo. Lontano dagli eccessi punk di Animal House e da quelli cool che segnarono un’epoca di The Blues Brothers, John Belushi, qui al suo penultimo film, appare più attore e meno maschera, ma la pellicola è lo stesso memorabile. Anzi, per me è un film imperdibile al pari degli altri due (non a caso nel mio cofanetto sono insieme). Una commedia classica con elementi di cinema demenziale, un film moderno perché fatto da chi conosce e ama il cinema del passato. Belushi è Ernie Souchak, reporter bravo a scavare nelle pieghe della corruzione del municipio di Chicago (per questo i politici locali lo fanno picchiare a sangue). Il capo del giornale dove lavora, per salvarlo, lo manda ad intervistare un’ornitologa sulle Montagne Rocciose. Dopo un’iniziale diffidenza, scoppia una passione incontenibile e la loro vita è sconvolta…Incantevoli le Montagne Rocciose con la neve, le inquadrature del volo delle aquile, la natura incontaminata contrapposte al grigio della città, corrotta e inquinata. Da rivalutare e rivedere ogni natale (ma anche a pasqua o a capodanno …). Vista la storia e le nostre Alpi, potrebbero farne un remake italico…
UN MOMENTO CULT DEL FILM
Brunooooooooo!!
PER CHI VUOLE RICORDARSI UN BELUSHI SCATENATO …
John Belushi - With a Little Help from my Frien...

E per chi l''ultimo dell'anno vuole uscire, segnalo questa divertente festa inventata dall'amico musicante Guido Foddis
CAPODANNO 2009 ACASA GUCCINI
E LUI STAVOLTA LO SA!nel forum di FODDIS le info per partecipare

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giovedì 25 dicembre 2008

Come dio comanda, il cinetorrone di Salvatores

Ha detto bene Vergassola nella trasmissione della Dandini, dove la scorsa settimana era ospite proprio Gabriele Salvatores: Come dio comanda è un cinetorrone, di quelli belli duri. Ti colpisce, ti stende come certe canzoni di de Andrè. E proprio al cantautore genovese il regista milanese ha fatto riferimento riguardo ai personaggi del film (quasi tutti uomini), personaggi con molte sfaccettature, fondamentalmente negativi, neri.
Inevitabilmente anche il film si rivela dalle molte sfaccettature, tanto che quando esci dalla sala cinematografica non sai dire se ti è piaciuto fino in fondo. Veramente, sono combattuto: è il miglior film di Salvatores o il suo peggiore? La realtà rappresentata è troppo carica di luoghi comuni oppure no? Il profondo nord-est (vero protagonista della pellicola, anche se, giustamente, il cineasta ha detto che ormai è tutta l’Italia così) con le villette, i centri commerciali, un benessere diffuso, ma con delle sacche di povertà e disagio che possono sfociare in tragedia, è troppo sociologico? Lo stesso dicasi per le studentesse disinibite, con iPod sempre in funzione, diligenti a scuola, pornodive in privato …
E gli attori? Il mio giovin attore italico preferito, Elio Germano, non calca troppo la mano nel disegnare Quattro Formaggi, ex operaio diventato pazzo in seguito ad un incidente sul lavoro?

Lavoro che non c’è più, se non per gli stranieri, perché i padroni attuali possono sfruttare e ricattare come credono la manodopera dell’est o del sud del mondo … Potrei continuare all’infinito perché Come dio comanda è un film pensante (e fa pensare); però è anche girato da dio, costruito bene nella scrittura (Ammaniti è ancora pieno di schegge pulp, speriamo non se ne liberi), montato superbamente, con Filippo Timi dalla recitazione “a togliere” (per compensare quella di Germano?), e il giovanissimo Alvaro Caleca come protagonista che vede e capisce (quasi) tutto. Lui è il personaggio più vero (possibile che nei film ambientati nel mio nord-est, vedi Mazzacurati, solo dai ragazzini non escano caricature, come se gli adulti fossero tutti tagliati con l’accetta? Siamo così?).

Poi c’è Fabio De Luigi, uscito da un cinepanettone (faccio fatica a non ridere quando è in scena, anche se è un serio assistente sociale, ma mi ricordo troppo il grande comico …), Angelica Leo/cappuccetto rosso nel bosco, altro bel giovane volto da segnarsi sull’agendina …
Insomma, dopo una settimana di rimuginamenti mi sembra uno dei migliori film di Salvatores. Un cinetorrone da mangiare. O mi sbaglio?

PER APPROFONDIRE
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lunedì 22 dicembre 2008

Intervista ad Abba Zabba

Prima intervista del secondo anno di vita del mio blog. Prima intervista con un altro giovane cantautore. Vanno forte in questo periodo i cantautori. Chitarra, voce e tante cose da dire; e così è anche Abba Zabba da Trieste, che si sta facendo conoscere grazie ad un simpatico cd uscito di recente presso la label indipendente Centre Of Wood. Pure lui nella foto sopra, perfetta per questi giorni di festa, sembra al centro del bosco. La scelta non è casuale, credetemi…
Un cd con un bel cagnolino dormiente da un lato, un cagnolino in piedi dall’altro. In tutto nove canzoni dolci/amare, risultato della fusione calda dGrassettoi due ep (uno del 2005, l’altro di quest’anno), ricchi di suggestioni folk e blues. Canzoni cantate in inglese dall’intensa voce di Abba Zabba. Canzoni con tematiche originali, come il letargo per non affrontare la realtà (ne sappiamo tutti qualcosa) in May, l’amore incondizionato della madre per il proprio figlio in A Boy, la ricerca solitaria di natura incontaminata in Moonback, l’atmosfera tagliente di una delusione d’amore in Wonderland e la fine di qualcosa come inizio di qualcosa d’altro in Begin/End
Purtroppo il critico sta prendendo il posto dell’appassionato di musica e questo non è bene. Allora non mi resta che provare a sentire se è arrivato il giovane musicante di questa sera… ci sei Abba?
VAI AL SUO MYSPACE (un po' lento, ma per sentire le sue belle canzoni vale la pena attendere):

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venerdì 19 dicembre 2008

…è nato, è nato… un anno fa il blog dell’Alligatore

Lo scorso anno, proprio in questa stessa data, proprio in questa stessa ora, nasceva il mio Blog. È stato un anno divertente, con un sacco di amici che sono venuti a trovarmi, con i quali ho scherzato, discusso di cose importanti e meno importanti, capito molto, tralasciato altro. Alcuni sono passati una sola volta, altri di più, ogni tanto vengono a trovarmi, ogni tanto io vado da loro. Qualcuno non mi ha mai abbandonato, spero non lo faccia mai (ne morirei, lo sai …)
Ora, come ogni anno, si rinnova il miracolo e possiamo tutti gridare …è nato, è nato …il blog dell’Alligatore!
Riporto il post di allora, un post politico-programmatico. Spero sia stato rispettato alla lettera (altrimenti farò banzai…).
Post politico-programmatico dello scorso anno:
Era stato Max Stèfani, se non ricordo male, a scrivere sul Mucchio Selvaggio di parecchi anni addietro, che con il termine “cultura rock” si possono intendere tante “cose”, tante “cose” non direttamente collegate alla musica del diavolo.Cultura rock può essere Chaplin come Buster Keaton, Mozart come Dostoevkij, Charlie Brown come Bernardo Bertolucci, i Rolling Stones come Woody Allen, la liberazione di Saigon come La grande guerra …
Il mio blog è nato con questo concetto nella testa. Il Blog dell’Alligatore è Cultura Rock a 360°.

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mercoledì 17 dicembre 2008

CD: Bubola ricorda De Andrè

In questi giorni ascolto tanto un cd magnifico, che ogni ascoltatore di musica italica che si rispetti dovrebbe avere. Anzi, di musica punto e basta. S'intitola Dall'altra parte del vento. Molti citano a sproposito De Andrè, magari non avendolo ascoltato mai, o poco (non si è mai ascoltato abbastanza De Andrè). C’è una sua canzone, bellissima, che dice tutto sulla nostra povera patria. È Don Raffaè, scritta assieme a Massimo Bubola (la musica è di Mauro Pagani). È contenuta in questo cd, assieme ad altri pezzi scritti dal cantautore genovese con quel veronese dal 1977 al 1990 (testo e musica). Sono tra i migliori della Storia della nostra musica. Butto lì solo alcuni titoli: Rimini, Volta la carta, Andrea (altra mia preferita), Sally, Fiume Sand Creek (altra…), Hotel Supramonte …tutti reinterpretati dal Bubola in omaggio all’amico De Andrè (il prossimo 11 gennaio sarà il decimo anniversario della morte). Sono versioni squisitamente acustiche, in parte diverse da come le abbiamo sentite in passato, ma pregne di significato, impegnate nel vero senso del termine. A tratti sembra di ascoltare un vinile (anche la copertina lo ricorda), a tratti viene la pelle d’oca, come nell’unico inedito del cd, Dall’altra parte del vento, canzone ambientata in un bar di notte, in cui il protagonista vede apparire, come in un sogno, l’amico scomparso, che gli dice parole importanti. Filmica? Felliniana? … sicuramente fondamentale, come tutto questo album.
PER ALTRE INFO http://www.massimobubola.it/
OPPURE QUI http://www.ecchermusic.com/

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lunedì 15 dicembre 2008

CINEMA: 3 film per scansare il cinepanettone e vivere felici

L’ospite inatteso di Thomas McCarthy
Vi verrà voglia d’imparare a suonare il tamburo dopo aver visto il film e vi chiederete cosa è successo alla nostra società dal 2001 in poi.
Uno spento professore universitario da alcuni anni vedovo, si reca ad un convegno a New York. Trova il suo appartamento occupato da una bella coppia di immigrati senza permesso di soggiorno, affittato loro da un truffatore. Dopo un attimo di smarrimento decide di dare ai due ospitalità in attesa di una nuova sistemazione. Impara così a suonare il tamburo (lui, che stava imparando a suonare da cani il piano) e sviluppa una bella amicizia. Ma un brutto giorno, uno dei due immigrati cade vittima di un controllo, finendo poi in un centro di permanenza temporanea. Il professore lotta con tutte le forze per ottenere la liberazione dell’amico, conosce la sua bella madre, si scontra con una politica assurda, antiumana.
Il film ha fatto il giro dei festival, è stato lodato e amato. Finalmente è giunto a noi. Non è bello perché è buono, ma per il rigore nell’esecuzione, nei personaggi perfetti (su tutti Richard Jenkins, caratterista conosciuto per i film con i fratelli Coen, qui nella parte della sua vita e Hiam Abbass, attrice che abbiamo visto recentemente e vedremo in molti film d’autore) nell’atmosfera di cinefilia pura tipo le prime pellicole di Scorsese e Coppola, o nei personaggi del Jack Nicholson più indipendente. E poi il fascino beat del Greenwich Village, volete mettere…
VAI AL SITO DEL FILM http://www.thevisitorfilm.com/

Il giardino di limoni di Eran Riklis
Grande metafora sullo stallo (a dire poco) del problema dei palestinesi cacciati dalle loro terre, abbandonati dalla comunità internazionale, non aiutati dai vicini arabi, con dei politici neanche lontanamente somiglianti al leader Arafat, che tra errori umani aveva portato loro un po’ di speranza. C’è tutto questo e altro ancora nella kafkiana vicenda della povera donna (ancora interpretata da Hiam Abbass), costretta ad estirpare la sua piccola piantagione di limoni perché il suo nuovo vicino di casa è il ministro della difesa israeliano. Poi c’è l’assurdità di un muro in costruzione (la scena finale, che non racconto, è da antologia della Storia del cinema, ed è lì la grande metafora), la solidarietà tra donne, la burocrazia di uno stato militare, i pregiudizi, la mancanza d’amore della nostra società, il sesso e la politica … Non è un film carino, educato (come potrebbe, visto l’argomento?), ma forte e deciso. Un film come lo girerebbe Buñuel se fosse vivo oggi in Palestina…
VAI AL DISTRIBUTORE DEL FILM http://www.teodorafilm.com/

La felicità porta fortuna di Mike Leigh
Non ci resta altra via che il disordine, cantavano i Soon alcuni anni fa. Sembra pensarla così la dolce ed estroversa maestra trentenne interpretata da Sally Hawkins (premiata a Berlino 2008), libera e gioconda come un personaggio del Free Cinema inglese. Affronta e supera le difficoltà della vita ridendo come una pazza: dal furto della sua bici, al rapporto difficile con l’insegnate di guida frustrato e paranoico, dai problemi con i bambini ai quali insegna al fisioterapista che l’aggiusta. Si diverte con le amiche e con la collega con la quale divide l’appartamento, frequenta un corso di flamenco, inizia una bella storia con l’assistente sociale della scuola, cerca di capire un barbone incontrato di notte, ride della sorella tutta perfettina, con il maritino e il figlio in arrivo …tutti episodi di una vita che scorrono senza sosta, senza farsi ingabbiare nel film. Questa è la forza della commedia scoppiettante diretta da un maestro come Mike Leigh, che guarda ai maestri Lindsay Anderson, Karel Reisz, Tony Richardson … Liberatorio.
VAI AL DISTRIBUTORE DEL FILM http://www.mikado.it/

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giovedì 11 dicembre 2008

Intervista a Samuel Katarro


Se vi piace il blues sporco e maledetto, se vi piace perdervi dietro il lato oscuro della luna, Samuel Katarro, da Pistoia (sì, da Pistoia) è il vostro uomo. Ancora una volta un giovane musicante su questi schermi: solo ventitré anni (stento a crederci) e un talentaccio incredibile. Ti viene in mente Syd Barrett, ti viene in mente Captain Beefheart e a tratti Tom Waits o Devendra Banhart, i nostri Jennifer Gentle (c’è pure qui lo zampino di Marco Fasolo e del suo magggico Ectoplasmic Studio) e tutti i grandi vecchi del blues. Ti viene in mente il peyote e Albert Hofmann… mi spiego?
Un album composto undici lamenti spiattellati con una maturità incredibile, giochi di voce e di chitarra che presuppongono un allenamento intenso, testi in inglese intrisi di disperazione (ma anche speranza) grotteschi e fantasiosi. È solo al primo disco (produce l’indi Angle Records), non oso immaginare i seguenti. Ma non voglio caricarlo di stupide responsabilità e paragoni esagerati. A parlare è la sua musica. A parlare è il suo Beach Party. A parlare sarà lui, tra qualche istante… ci sei Samuel?

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lunedì 8 dicembre 2008

Intervista a Herself


Questa sera è veramente una serata della madonna. Questa sera cercheremo di capire dove vuole andare la nostra musica più amata parlandone con Gioele Valenti alias Herself, musicante pop-folk-rock-noise siciliano. Come vedete dalla foto, Gioele è uno che non sta mai fermo (è pure scrittore). La sua dolce musica, rilassata/rilassante voce e chitarra stile Nick Drake (per capirci in fretta), ha degli scatti elettronici di folle ritmo ammazzacoda da impazzire. Lo so bene io, che ho da poco concluso l’ennesimo ascolto del suo nuovo cd, uscito da poco per la Jestrai. S’intitola Homework e la graziosa copertina dai colori autunnali, con casetta nella valle silenziosa, vi conquisterà al pari delle nove perle presenti nell’album. Nove perle dove il nostro suona un po’ di tutto, snaturando verso il noise il folk di partenza (anche viceversa). Ma mi accorgo che sto cominciando a parlare in critichese, o per meglio dire, comincio a sbrodolare di brutto. E allora spero sia arrivato Gioele. Gioele, qui l’Alligatore, dal continente. Ci sei, giù nella calda isola?
QUESTO IL SUO SITO herself.altervista.org

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domenica 7 dicembre 2008

Beatrice Antolini viva, nel vostro computer


Mi piace l’idea di avere Beatrice Antolini dal vivo, nella mia cameretta, tutta per me. Non per fare quello che pensate voi però (sarebbe troppo bello), ma per vedere il suo concerto. Si tratta del Live Cast Tour, una serie di brani registrati nel live esclusivo che Beatrice ha fatto lo scorso 6 ottobre presso Villa Scarfantoni di Montemurlo (Prato). Saranno messi in Rete a turno da vari siti e portali musicali (Myspace Italia, Kataweb musica, Rockit.it, IndieMusic Blogosfere, MusicZone/Giovani.it, Qoob TV, MTV.It, Indie-Eye) a partire da domani 8 dicembre e per tutto il mese (l’ultimo a gennaio 2009). Quindi non sarà solo nella mia cameretta, ma anche nella vostra, o in bagno, in cucina, in ufficio … dove cavolo volete voi. Questa è la musica ai tempi di Internet ragazzi. Ci abbiamo guadagnato? Perso? Resteremo tutti a casa a vedere i nostri idoli musicali chiusi in cameretta? …o in bagno?... cucina?!

TUTTO DA VEDERE LO STUZZICANTE TRAILER

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venerdì 5 dicembre 2008

LIBRI: Cinque Allegri Ragazzi Morti, tre volumi da leccarsi i baffi


Da ragazzino leggevo sempre Dylan Dog. Ogni tanto lo faccio ancora, ma difficilmente ritrovo quella magia delle storie scritte dal grande Sclavi. L’ho ritrovata leggendo La festa dei morti di Davide Toffolo, l’episodio iniziale del secondo volume della ripubblicazione di tutte le sue prime opere. Un’interessante operazione culturale (di largo respiro, lasciatemelo dire), a cura della sempre più meritoria Coconino Press: tre libri lussuosi/lussuriosi, con allegati altrettanti cd, con la musica del suo gruppo.
La festa dei morti è ambientato in una dark-Venezia che si appresta a festeggiare Halloween, dove amore e morte fanno festa tra le calli e le antiche ville con un gusto pop che forse non piacerà ai puristi della Venezia città museo, ma a me sì, un sacco. Io adoro Venezia.
Accompagna il volume il cd RARITIES, canzoni per il cinema, collaborazioni, registrazioni casalinghe, tra le quali segnalo La tatuata bella, libertaria e cantautoriale come non ti aspetteresti (è il rifacimento di un traditional lombardo, La canzone del non lavoro, per il film Fuga dal call center), una dolcemente pop Frankly Mr. Shankly e La compagnia dei gatti neri, notturno inno per mici non riconciliati. Da leccarsi i baffi …
http://www.treallegriragazzimorti.it/
http://www.coconinopress.com/

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martedì 2 dicembre 2008

Intervista ai Superpartner


Sono molto felice questa sera, doppiamente felice direi. Uno, perchè tra poco saranno con noi i Superpartner, da Squinzano, Lecce, Salento, autori di un cd particolarmente bello; due, perché per essere sul mio blog hanno fatto i salti mortali, impegnati come sono in un tour intenso in giro per l’Italia. Stanno infatti promovendo il loro Love Hotel, oggettino di culto marcato Pippola Music da Firenze (chi altri poteva farlo?), anche se non ne avrebbero certo bisogno: è bello.
Già, bello, basta guardarlo; basta guardarlo per capire cosa contiene quel cartonato dalla forma strana con foto sgranata anni ’60 come un film di Pappi Corsicato: pop dolce (a tratti amaro) della miglior scelta. Siamo dalle parti dei Belle and Sebastian ma anche dei Novelle Vague, a tratti si sentono i Blonde Redhead (già, la bionda Rosita come Kazu Makino) e spesso tornano in mente i Fab Four… sto esagerando? Se pensate questo vuol dire che non siete mai entrati nell’Hotel dell’Amore e probabilmente non meritate manco d’entrarci. Nel caso contrario leggete la chiacchierata che comincia proprio ora, sperando non siano ancora in sala prove. Ci siete Superpartner? Mi sembrate pronti…
VAI AL MYSPACE DEI Superpartner

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