giovedì 28 aprile 2011

Intervista a The Freaky Mermaids

Ritornano le Freaky Mermaids sul blog dell’Alligatore a circa due anni dalla prima volta. Ritornano nella palude ancora più belle di prima, con il loro folk elegante ed incantatore costruito con voci, chitarre, ukulele, fiati, banjo … insomma, questa sera vi sembrerà una palude diversa, vi sembrerà una palude delle Louisiana, ma non preoccupatevi sono sempre io, il chiaro di luna non mi tradirà e non mi farò incantare dal canto delle sirene (difficile, più le ascolto e meno riesco a scrivere cose sensate).
Passate da tre a due nella formazione base, Ombretta e Laura si sono fate accompagnare dal meglio della scena bresciana per questo loro esordio, In Moonshine Once Betrayed, uscito per la neonata Quasi Mono Records (la stessa nuova label degli amici Annie Hall). Dal vivo si trasformano per magia in quattro con l’apporto dell’ex Scisma Giorgia Poli e di Stefania Maratti. Insomma è un progetto vivo quello delle Freaky Mermaids, fuori dal tempo e dallo spazio. Da ascoltare e riascoltare … meglio sentire se sono arrivate. Pronte?

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http://www.myspace.com/freakymermaids

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mercoledì 27 aprile 2011

Buon compleanno manifesto

Domani il manifesto festeggia i suoi primi quarant’anni e sarà in edicola al prezzo speciale di 50 centesimi. Un festa da ricordare, una festa che non avrei immaginato così triste; la scomparsa di Vittorio Arrigoni, uno dei suoi collaboratori più sinceri e veri, me la rende molto amara. Credo però sia giusto festeggiare anche per lui, come me quasi coetaneo de il manifesto, e forse per questo spesso in sintonia.

Costituitosi quotidiano il 28 aprile del 1971, dopo l’esperienza come rivista del 1969, nato dalla costola più a sinistra del PCI con lo scopo di costruire un comunismo diverso da quello grigio dell’est in polemica con l’invasione sovietica di Praga. Contaminato nel corso degli anni dalla cultura femminista, ambientalista (forte il loro impegno contro il nucleare), per i diritti degli oppressi dalla Palestina al Chiapas, per un cinema militante ma mai noioso (grandi Robertino e Mariuccia), il quotidiano comunista è rimasto sempre dalla parte del torto, come da loro felice definizione.

Per questo io sono abbonato da circa 10 anni e lettore da 20, per questo dico buon compleanno manifesto …

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martedì 26 aprile 2011

Intervista a The Cruels

Questa sera sul blog dell’Alligatore un vero e proprio gruppo esordiente. Un vero gruppo di gggiovani (sono appena ventenni), insieme da poco più di tre anni: The Cruels, ennesima band toscana interessante e decisamente rock. Un terzetto da Lucca, tra il noise e i grunge, una forza da power-trio e molte buone idee nella testa. Riferimenti alti, dai CCCP ai Sonic Youth, e una schiera di estimatori qualificati sempre più numerosi. Tra questi estimatori anche quelli della Clinical Archives, label russa che ha prodotto loro Infesto ep, esordio d’impatto con 6 pezzi che fanno ben sperare.

Perché un’etichetta russa e come sono riusciti a mettersi in contatto? Sarà una delle domande della blog-intervista, così magari altri giovani potranno fare come loro… se avranno le qualità e le doti etiche ed estetiche dei Cruels. Ma ora sto cominciando a sbrodolare troppo e non mi sembra il caso. I Cruels si stanno materializzando nella palude. Il teletrasporto ha funzionato bene. Pronti?

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lunedì 25 aprile 2011

La Rossa Primavera che verrà

Per augurarvi una buona Liberazione ho messo sul canale YouTube ALLYDIEGO (cliccateci sopra) Eurialo e Niso, canzone moderna sulla resistenza, scritta da Massimo Bubola (le parole) e da Sandro Severini (la musica). Contenuta originariamente in un disco dei Gang del 1993, Storie d’Italia (magnifico, come magnifica è la canzone, tra le loro canzoni più belle), è ora presente anche nel nuovo cd, La Rossa Primavera, con reinterpretazioni di classici resistenziali e alcuni pezzi degli stessi Gang in tema. La foto è tratta da L'uomo che verrà, di Giorgio Diritti, film capolavoro del quale ho già scritto sul blog. Slegato alla canzone dei Gang, ma con certe sequenze in comune, l'ho scelta per questo. Film e canzone raccontano un periodo precedente al 25 aprile festeggiato oggi, quando ancora non era ben visibile la Liberazione

E allora auguri sinceri per una Rossa Primavera che verrà …


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venerdì 22 aprile 2011

Intervista a Boris Savoldelli

Boris Savoldelli e la sua orchestra al completo questa sera sul blog dell’Alligatore. Il vocalist bresciano (ancora Brescia) con la voce a fare tutto. Sì, perché chi non lo conosce, dirò subito che la sua musica usa pochi strumenti, anche se non sembra, e la sua ugola d’oro riempie con gioia le orecchie dell’ascoltatore. Insomma, la sua orchestra è lui, più che bino, più che trino, musicante sopraffino, capace di cose impossibili, fatte con ironia e impegno. Guardatelo, la sua musica è così.
Tra jazz e avanguardia, pop ma anche blues, canto a cappella, una cover di Jimi Hendrix (Crosstown Traffic, ascoltatela), ospiti illustri quali Paolo Fresu e Jimmy Haslip, Boris ha sfornato la sua seconda prova, Biocosmopolitan con l’etichetta newyorkese Moonjune Records. Del resto è un artista internazionale (domenica scorsa era a San Paulo) abituato a grandi e piccole platee in paesi lontani. Per questo è un vero onore averlo nella vicina palude. Tra l’altro, se le mie notizie non sono sbagliate, è pure lui un uomo d’acqua dolce. Dunque non poteva mancare… pronto Boris?

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giovedì 21 aprile 2011

Rileggere Perdas de Fogu oggi

È uscito nel 2008 ma è molto attuale, purtroppo. Un grande romanzo d’inchiesta scritto da Massimo Carlotto insieme ad un gruppo di scrittori riuniti sotto il nome Mama Sabot. C’è un disertore costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete, e tra queste spiare una giovane veterinaria che studia gli effetti dell’inquinamento bellico sugli animali nella zona del poligono di Salto di Quirra. Avete visto in tv quelle pecore deformi? Se l’avete viste capite perché invito a rileggere o leggere per la prima volta questo libro. C’è pure la versione ebook e tascabile, come tutti i libri del papà dell’Alligatore (quello vero). Leggeteli, così capirete pure perché mi sono scelto questo nome …più che pubblicità progresso: rivoluzionaria.

Clicca qui per saperne di più Perdas de Fogu - Dal Mondo

Visita il sito ufficiale di Massimo Carlotto

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lunedì 18 aprile 2011

Intervista ai JoyCut

Eccoli arrivati in palude i JoyCut, un po’ sporchi di fango ma con tante cose da raccontare. Hanno iniziato a battere seriamente le strade del rock da circa la metà degli anni zero, ma hanno già fatto un sacco di cose. Da Arezzo Wave ai primi ep e cd, dalle sperimentazioni sonore ai tantissimi concerti vicini a band della loro generazione d’Italia e del mondo, da veri internazionalisti della musica. Un bel percorso il loro, preludio perfetto al magico album uscito da qualche settimana, Ghost Trees Where To Disappear, prodotto insieme a Jason Howes presso il mitico The Premises, primo studio di registrazione europeo interamente alimentato da energia solare, e uscito per PillowCaseRecords.

Un album con una storia impegnata, ma semplice, diretta, con protagonista l’uomo in cerca di ossigeno sul pianeta devastato, dove l’unica speranza sono gli alberi, fantasmi soffocati da liberare. Un discorso concreto, non solo per lo studio di registrazione, ma anche per il supporto riciclabile, per una campagna mirata e per i 13 pezzi dell’album, vera ecologia per il corpo e per la mente. La matrice è new wave, il meglio degli anni ’80 riproposti con le tecnologie di oggi, cioè al massimo della forma. I fan dei Cure si commuoveranno, e non solo loro… ma sto cominciando a sbrodolare.

Meglio lasciare la parola ai JoyCut… pronti?

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sabato 16 aprile 2011

Vik portava l'umanità agli altri ...


«Restiamo umani, diceva spesso Vittorio. E io gli chiedevo: ma come facciamo a restare umani davanti a quello che succede? Mamma, rispondeva, dobbiamo esserlo sempre perché nonostante tutto l’umanità deve esserci sempre dentro di noi e dobbiamo portarla agli altri».
Ho letto questo ricordo della madre di Vittorio Arrigoni su il manifesto di oggi, e penso che sia il messaggio più vero e profondo lasciato da Vik. Per questo rilancio una delle sue attività più forti, simbolica e allo stesso tempo pratica, materiale, come simbolico e materiale era lui, uomo nuovo, per questo rilancio la Freedom Flotilla, ora Freedom Flotilla Stay Humans.
http://www.freedomflotilla.it/

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giovedì 14 aprile 2011

Libertà per Vittorio Arrigoni


Ho appreso del rapimento di Vittorio Arrigoni oggi, rientrato a casa dal lavoro leggendolo sul blog di un vecchio amico (Daniele Verzetti, il Rockpoeta), e sono senza parole, anzi ne riesco a dire una sola: RESTIAMO UMANI ...E LIBERATELO.
Su il manifesto, dove ho sempre letto i vivi articoli di Vittorio, una breve ma chiara cronaca dell'accaduto, chi è Arrigoni e chi sono i suoi rapitori. Voglio continuare a leggerlo ...
PER IL PEZZO DE IL MANIFESTO CLICCA QUA SOTTO
Vittorio Arrigoni
rapito a Gaza

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Mi leggo Frigidaire sorseggiando del rum

È un classico, Frigidaire e rum … sperando che troppo alcol non mi faccia dimenticare di rinnovare l’abbonamento in scadenza. Voglio un altro disegno di Sparagna… o un albo storico di Frigidaire? Intanto mi leggo il nuovo numero, poi deciderò.

Metto il link alla campagna abbonamenti per non dimenticarlo ;)

Frigo-abbonamento e regali

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martedì 12 aprile 2011

Intervista a Guido Maria Grillo

Ritorna sul blog Grillo, Guido Maria Grillo, nuovo cantautore di talento, ed è un vero onore averlo per la seconda volta nella palude. Ritorna dopo pochi mesi con il nuovo disco, del quale avevamo accennato la scorsa estate. Allora era ancora in una fase embrionale, ora è pronto e Guido lo sta portando in giro in questi giorni con un bel tour in molto teatri italici (occhio al myspace). Teatri belli e accoglienti come il suo MATERIAoff di Parma, dove è stata scattata la foto qua sopra. Non è quasi mai quello che appare s’intitola, e come l’esordio è prodotto da AMP Productions di Bologna, con il sostegno promozionale di ABuzzSupreme.

Non è quasi mai quello che appare è un complesso gioco di emozioni, dove ricordi personali e drammi collettivi vengono trasmessi con forza unica da Grillo. Penso alla densa e commovente Il Tango dei naufraghi (schiavi di dio e della fame), canzone di un attualità sconvolgente (sentite i suoi versi e capirete), o L’età dell’oro nero, o l’omaggio all’amato De Andrè con la cover di Il sogno di Maria. A De Andrè Guido ha pure dedicata la sua tesi di laurea in filosofia (Lotta politica e sentimento religioso ne La buona novella di F. De Andrè il titolo della tesi). Insomma, un sacco di ottimi motivi per ospitare nella palude Guido Maria Grillo … Grillo, sei pronto?

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http://www.myspace.com/guido_maria_grillo

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sabato 9 aprile 2011

Ciao Sidney

La parola ai giurati
Uno sguardo dal ponte
L'uomo del banco dei pegni
Quinto potere
Onora il padre e la madre
Serpico

Sono solo i primi titoli che mi vengono in mente per salutare un grande della New Hollywood, sempre in grado di fare film con un peso specifico rilevante. Dall'esordio memorabile, La parola ai giurati del 1957, a Onora il padre e la madre, vero gioiellino di soli tre anni fa, ha sempre mantenuto alto il livello del suo cinema. Come non citare Quel pomeriggio di un giorno da cani? Impeccabile film con battute e tempi perfetti, acidissimo cult-movie molto anni '70, con gli amici Al Pacino e John Cazale (tra l'altro, Lumet c'è in I Knew It Was You documentario per ricordare il trentennale della morte di Cazale). Ciao Sidney.

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giovedì 7 aprile 2011

Intervista ai Sans Papier

Questa sera sul blog accolgo a braccia aperte i Sans Papier, giovane gruppo siciliano ironico e intelligente, perfetto per il gusto dell’Alligatore… a partire dal nome, dall’ironia, dal piacere nel fare musica. Hanno da qualche settimana dato alle stampe il loro primo cd, Manuale d’uso per giovani inesperti, un titolo che è tutto un programma (e dovreste sentire le singole canzoni). Uscito con l’etichetta Imago Sound, è disponibile gratis dal 1 aprile su Jamendo. Per scaricarlo legalmente cliccate qui

Da sempre sostenitori della politica del copyleft, come la loro libera label, parteciperanno il prossimo 9 Aprile a La Notte Delle Copyleft Label, organizzata da Imago Sound e Subterra al Sinister Noise di Roma. Una serata da non perdere se siete nei paraggi. Si potranno scaricare sulla propria pen-drive i dischi delle band presenti e l'intero catalogo SubTerra ed Imago Sound. Insomma tutto gratis, ma di qualità. Tutto bene? Parleremo anche di questo con i Sans Papier. Ma che musica fanno? … la parola ai Sans Papier.

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http://www.myspace.com/sanspapierband

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mercoledì 6 aprile 2011

… e ho preso E


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martedì 5 aprile 2011

Intervista ai Mariposa

I Mariposa stanno invadendo la palude, aiuto. Un’invasione pacifica e comica, musicale e divertente, cinematografica e citazionista. Si sono clonati per l’occasione, per battere il record di partecipanti (temevano di essere in pochi?). Forse il gruppo più rappresentativo dell’ABuzzSupreme sound (anche quello con più cd e anni di attività, se non vado errato), questa sera sul blog per la seconda volta nella Storia. Con il nonsense che li caratterizza, e ci aiuta a rimanere vivi, presenteranno il nuovo cd Semmai Semiplay.

Semmai Semiplay, ovviamente prodotto da La famosa etichetta Trovarobato, è uscito da qualche settimana, mostrando il nuovo volto dei Mariposa, quelli del secondo decennio. Dei Mariposa divertiti/divertenti, con i testi sempre più perfetti del sempre più figo Alessandro Fiori, rivestiti dai suoni più vari e mai sentiti nel panorama italico, grazie anche all’orchestrazione senza buchi di Emanuele Gabrielli, fantasioso Tim Burton della musica.

Ma ora basta con i paroloni, faccio partire per l’ennesima volta Semmai Semiplay e mi arrendo all’invasione dei Mariposa replicanti… e voi, se volete, cercate di capire chi è il Mariposa che si è fatto in tre. Non si vince niente ma può essere divertente... Pronti?

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http://www.myspace.com/mariposamusicagruppo

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domenica 3 aprile 2011

ABuzzSupreme 2010 da scaricare gratis

In questo marzo da poco passato, tragico, tra nuove guerre, catastrofi naturali, catastrofi nucleari, tutte riconducibili alla bestia umana, mi piace dare anche una buona notizia: ABuzzSupreme ha festeggiato tre anni e come da abitudine ormai (è il secondo anno, ma sembrano secoli), ha creato una doppia compilation con tutti i suoi musicanti.

Sono ventinove canzoni, di gruppi o singoli, tra i migliori della nostra musica più amata. A parte tre o quattro, tutti hanno subito, almeno una volta, le mie domande nella classica blogintervista (i nomi li vedete sulla copertina qua sopra, che potete ingrandire cliccandoci sopra).

Non mi addentro in ogni singolo pezzo, perché ritengo non ci sia nulla da dire, ma solo da ascoltare: Vol.1, pezzi in italiano e qualche strumentale. Vol.2, pezzi in inglese.

Da ieri sera, e per due settimane almeno, c’è la possibilità di scaricare ogni singola canzone, cliccando sulla prima freccetta a destra del titolo (con la seconda la potete ascoltare in diretta).

QUESTI I LINK DA DOVE SCARICARE GRATIS

CD1 (Italian-instrumental)

http://soundcloud.com/abuzzsupreme/sets/a-buzz-supreme-2010-vol-1
CD2 (English)

http://soundcloud.com/abuzzsupreme/sets/a-buzz-supreme-2010-vol-2

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venerdì 1 aprile 2011

Cinema: La fine è il mio inizio

Ho voluto vedere subito questo film per diversi motivi. Sono un pacifista integrale, lo sapete, anche perché circa dieci anni fa ho incontrato Terzani mentre leggeva le sue Lettere contro la guerra. La pellicola, uscita oggi, ritrae il Terzani degli ultimi giorni di vita, quando chiamò accanto il figlio Folco per scrivere insieme a lui l’ultimo libro, La fine è il mio inizio.

Bruno Ganz interpreta Terzani, e devo dire la verità, è una mezza delusione. Per interpretare il giornalista fiorentino avrei visto bene solo Terzani stesso. Gigionesco, capace di giocare con le parole, raccontare le sue storie, dal Vietnam alla Cina, dagli States nel ’68 all’URSS in disfacimento, dalla malattia all’Afghanistan e alle guerre del nuovo millennio (grave malattia del genere umano), Terzani era un grande personaggio. Una grande connotazione fisica la sua: negli ultimi anni vestito sempre di bianco come la sua lunga barba, gesticolante, pieno di vita, di prorompente vitalità. Ganz cerca di copiarlo, ma esagera, come può fare uno straniero cercando di imitare la gestualità italica.

Nonostante questo il film è da vedere. Penso allo splendido scenario dell’Orsigna, nella piccola casa di campagna con delle montagne vicine molto somiglianti all’Oriente amato da Tiziano. Non l’avevo mai vista l’Orsigna, ma ben immaginata leggendo il libro La fine è il mio inizio. Era così. Penso all’interpretazione di Elio Germano, per me il più grande attore italiano in circolazione (l’ho già scritto sul blog, prima del premio a Cannes dello scorso anno). È lui il figlio Folco, richiamato dal padre per registrare con un semplice microfono le sue ultime parole. Germano riesce a mantenere la pellicola in carreggiata grazie alla sua recitazione “a togliere”. Misurato, senza cedimenti, è perfetto e se La fine è il mio inizio non deraglia il merito è in gran parte suo.

Del resto era un film atteso e rischioso. Un film in uno scenario unico, con un padre che parla al figlio della sua vita, mentre un cancro lo uccide poco a poco. Vicino c’è la moglie, poi verso la fine arriverà la bella figlia e i nipoti, invitati dal nonno ad avvicinarsi ad un grande albero con gli occhi (messi da lui stesso, perché imparino che la natura è viva e bisogna rispettarla). Insomma, si rischiava di fare di Terzani un santino, con buone idee, ma dal punto di vista cinematografico retorico, poco interessante per chi non l’ha conosciuto e superfluo per chi l’ha letto. Credo invece che vada visto, anche come invito alla sua lettura, a partire da Lettere contro la guerra (e il pensiero va ai bombardamenti sulla Libia quando parla delle ultime guerre contro le quali si è battuto: Terzani domani sarebbe con Gino Strada a Roma).

Ho qui vicino quel libro, con la dedica del grande scrittore vergata con l’inchiostro viola, il suo colore preferito. Il colore della sua sciarpa dentro la quale stanno le sue ceneri nell’ultima scena del film. Il figlio le porta sulle montagne dell’alta toscana per disperderle nel cielo come da sua ultima richiesta. Una scena che non mi ha fatto scattare la lacrimuccia (a differenza di altri spettatori), ma sorridere, quasi ridere, come voleva lo stesso Terzani, consapevole dell’essere parte della natura, consapevole della reincarnazione come verità fisica ineluttabile.

SITO DEL FILM http://www.lafineilmioinizio.it/

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