venerdì 10 marzo 2017

In Palude con i Big Whales

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE - ROCK
DOVE ASCOLTARLO SOUNDCLOUD, YOUTUBE, SPOTIFY, iTUNES
LABEL  A BUZZ SUPREME
PARTICOLARITA’ - AUTOPRODUZIONE
CITTA’ - TERAMO
DATA DI USCITA – 10/02/2017


L'INTERVISTA

Come è nato Bubble Blower?

Dalla voglia di suonare e dall'esigenza di scrivere canzoni. Alla base c'è l'amore per la musica di tre musicisti e la loro dedizione al mondo delle note.

Perché questo titolo?…è anche il titolo di uno dei pezzi più intensi.

Se si cerca il termine Bubble Blower sull'Urban Dictionary, viene fuori che questo slang è utilizzato per indicare una persona in costante attesa di un nuovo trend da seguire ... in altre parole è una critica ad un apparire fine a se stesso, privo di sostanza.

Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Lunga e tortuosa ... come per molte altre band emergenti, il progetto ci ha visti impegnati a 360° curando da soli tutti gli aspetti legati alla realizzazione di un disco. Probabilmente la parte più lunga è stata quella legata alla ricerca di una dimensione, di un sound, di un taglio stilistico. Ne siamo venuti fuori lavorando molto in sala prove, ciononostante è ancora tutto in fase di sviluppo.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Più che singoli episodi ci è rimasta l'intera preparazione dell'album: un periodo folle, di intenso lavoro, ricco di alti e bassi e feroce autoironia.

Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe?… tolgo il fosse?

Sull'andarsene in giro in quegli angoli poco frequentati di noi stessi; c'è una forte connotazione introspettiva, tuttavia non lo riteniamo un concept.

C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Bubble Blower? … che vi piace di più fare live?

To Hide è sicuramente uno dei brani più riusciti del disco e suonarlo dal vivo ci piace molto. Possimao dire che è un pezzo che ci rende fieri.

Bubble Blower è un’autoproduzione, uscita con edizioni e promozioni di ABuzzSupreme. Come è stato fare il cd da soli?…eravate proprio soli? Altri nomi da citare?

Ad eccezione della fase di missaggio e mastering, in cui siamo stati seguiti dal tecnico e amico Davide Grotta nel suo studio La Maison Eletrique, le riprese sono state fatte in perfetta solitudine nella nostra sala prove. Lavorare in questo modo è stato impegnativo e difficoltoso a causa della povertà dei mezzi e della pressoché totale assenza dei comfort tipici di un vero studio di registrazione. Si è cercato di dare il massimo con ciò che avevamo a disposizione e cimentarci in questa sfida ci ha arricchito enormemente.

Copertina molto particolare, da B-movie che piacerebbe a Tarantino. Come è nata? Di chi è opera?

Di Claudia Petraroli, amica e fotografa. L'idea nasce dal voler accostare tre singoli primi piani affinchè formino quasi un unico volto..

Come presentate dal vivo questo album?

Suonando i brani cosi come come sono stati registrati. Le tracce sono caratterizzate da una forte matrice live e questo concetto è sempre stato rispettato. Abbiamo voluto realizzare un qualcosa che dal vivo potesse essere riproposto senza tralasciare nulla, tenedo conto dell'essenzialità del nostro trio.

Altro da dichiarare?

Stiamo già lavorando a dei brani per il prossimo disco...

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11 Commenti:

Alle 10 marzo 2017 00:05 , Blogger Alligatore ha detto...

“Bubble Blower” vuol dire bolle di sapone, e mi sembra indicato per questo esordio, perchè, lasciatemelo dire in critichese, è il classico disco che sale canzone dopo canzone.

 
Alle 10 marzo 2017 00:06 , Blogger Alligatore ha detto...

"Broken Mirror”, affascinante nel suo progredire tra la chitarra e una voce in falsetto apre il disco, seguita da “As a Whirl”, rock dilatato/dilatante con accattivante ritornello che resta, e dalla title-track, "Bubble Blower", che mi ricorda il al grunge, c'è ancora la chitarra molto pressante, un salire colorato.

 
Alle 10 marzo 2017 00:07 , Blogger Alligatore ha detto...

E siamo solo alle prime tre ... ma , come dicono gli stessi Big Whales, il pezzo più bello è “To Hide”. Pezzo onirico, fuori dal tempo e dallo spazio, dimostra che si può essere ancora molto psichedelici, se solo si vuole ...

 
Alle 10 marzo 2017 00:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Decisamente forti "If It's Bad", sinuosa/insidiosa senza perdere la psichedelia e "Tracks You", vero indie-rock semplice e puro ...

 
Alle 10 marzo 2017 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

“Last Time”, chiude magicamente il cerchio, soffice ballata con la chitarra mai così acida ... e poi viene voglia di far ripartire il disco ...

 
Alle 10 marzo 2017 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Fatelo anche voi e ditemi se non mi sbaglio!

 
Alle 10 marzo 2017 10:51 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Suonano live, gig pronto per un nuovo album, sono lanciamissili.

PS: domattina potresti se vuoi senitrmi per dieci minuti in radilo su Antenna Febea leggere anche una mia poesia. Se sei curioso passa dal mio blog per maggiori dettagli. Scusa la pubblicità ma ci tenevo tanto che tu fossi uno di quelli che lo sa.

 
Alle 10 marzo 2017 15:52 , Blogger Elle ha detto...

Be' sarà stato faticoso vista la povertà di mezzi, ma è venuto proprio un bel disco. The Hide piace anche a me, così come Blured e Broken Mirror. Mi piace anche l'idea per la copertina, non avevo notato che sono tre primi piani e non uno ;)

 
Alle 10 marzo 2017 23:44 , Blogger Alligatore ha detto...

@Daniele
Sì, sì, sono lanciatissimi!
Vengo subito a leggere, sono curioso, grazie della segnalazione ...
@Elle
Sì, bel disco fatto con pochi mezzi ... ma molta fantasia. Un disco tutto da ascoltare, e i pezzo che indichi tra i primi. Copertina particolare, in parte ricorda quella della locandina del film di Ozpetek :)

 
Alle 11 marzo 2017 15:00 , Blogger marcaval ha detto...

sempre notevoli le tue recensioni.

 
Alle 11 marzo 2017 15:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie, e queste, che scrivo nei commenti, sono solo "brutte copie" scritte in diretta :)

 

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