lunedì 6 marzo 2017

In palude con King of the Opera


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk Psichedelico
DOVE ASCOLTARLO dove non c'è troppo casino, è un disco acustico! ... a partire da qui
LABEL Autoproduzione/A Buzz Supreme
PARTICOLARITA’ Metà cover, metà no
FB
CITTA’: Pistoia
DATA DI USCITA 17/06/2016

L’INTERVISTA
Come è nato Pangos Sessions?
Volevo registrare un disco di canzoni uscite nel mio anno di nascita per festeggiare i miei 30 anni. L'idea di accostare ogni cover a un nuovo arrangiamento di un mio vecchio pezzo è venuta successivamente.
Perché questo titolo?
Alessio Pangos è il nome del ragazzo che ha registrato, mixato e masterizzato l'intero lavoro, ho scelto questo titolo per l'atmosfera intima e conviviale che si respira nell'album...quale migliore scelta se non la scritta sul campanello del padrone di casa?
Come mai un disco di cover?
Vedi 1.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
L'idea iniziale era quelle di far uscire dei singoli con lato a (un mio vecchio pezzo riarrangiato) e lato b (la cover) a distanza di qualche mese uno dell'altro. Così è stato finché, visti i buoni riscontri ricevuti, insieme a A Buzz Supreme ho deciso di impacchettare il tutto e inserire un brano inedito in apertura (By the Shore).
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Siamo stati così veloci a portare a termine l'intero lavoro che non abbiamo praticamente dato  il tempo alle cose di accadere. In generale ricordo un'atmosfera molto rilassata e divertita e completamente priva di tensioni, più che in ogni altro mio disco.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Pangos Sessions ?… che ti piace di più fare live?
Senza dubbio la cover di The Whole of the Moon dei Waterboys, sono rimasto sorpreso anch'io di quanto sia uscita bene.
Il cd è autoprodotto, con AbuzzSupreme in edizione e promozione? … altri nomi da citare “dietro”e “dentro” il cd?
Beh sì, tutti i musicisti che hanno preso parte alle registrazioni, a partire da Andrea Carboni che ha curato anche parte degli arrangiamenti e poi Elia Ciuffini alla batteria, Alberto Niccolai alle percussioni e Mirko Maddaleno (ex Blue Willa) ospite alla chitarra sulla cover di Tom Waits. E ovviamente Pangos.
Copertina impressionante, con queste radici che spuntano, anzi, affondando in un terreno e noi le vediamo da sotto … o no? Come è nata questa copertina?
È nata dopo parecchi giorni di vento fortissimo, talmente forte da sradicare parecchi alberi del parco pubblico di Agliana, vicino casa mia. Con tutte queste radici a vista io e Angelica Gallorini (che si è occupata dell'artwork) abbiamo deciso di scegliere quel luogo per le foto promozionali del disco. Poi Angelica ha avuto la stupenda idea di trasformare il booklet all'interno del cd in un origami. Irresistibile.
Come ha presentato/presenterai il disco dal vivo?
Nella maniera più semplice possibile: da solo con chitarra, cembalo e microfono.
Altro da dichiarare?
Un consiglio. Ascoltate A New Home, il primo disco dei Flame Parade prodotto dal sottoscritto. Non vi deluderà.

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12 Commenti:

Alle 6 marzo 2017 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Intervista che esce solo ora, anche se il disco è di metà 2016, per vicissitudini varie, ma non per questo meno interessante, King of the Opera, più volte ospite gradito su questi schermi, è un'artista fuori dal tempo e dallo spazio.

 
Alle 6 marzo 2017 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Questo disco, tra l'altro, è un disco ancora più fuori dallo spazio e dal tempo di un qualsiasi disco di KotO ... perché?

 
Alle 6 marzo 2017 00:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Perché nel 2015 Alberto Mariotti/Samuel Katarro, uomo geniale dietro alla creatura King of the Opera, ha compiuto trent'anni, e ha voluto, come regalo di compleanno, registrare alcune cover di pezzi usciti in quel suo anno di nascita, il 1985.

 
Alle 6 marzo 2017 00:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Tra le cover che più mi hanno colpito segnalo sicuramente quella di Cure "A Night Like This", affascinante, intima, sofferta come vuole il copione, ma anche semplice e diretta come non ti aspetti. Una gran cover! Come la "Blind Love" (da Tom Waits), cover coraggiosa e originale, diversa dal Waits che consociamo (non solo per la voce così diversa, ovvio) e con la felice presenza della chitarra elettrica di Maddaleno, ex Blue Willa, passato spesso in palude pure lui.

 
Alle 6 marzo 2017 00:12 , Blogger Alligatore ha detto...

Tra i pezzi di Samuel Katarro, mi è piaciuta molto la reinterpretazione della sua "Pop Skull", rock psichedelico (una vera delizia il suo falsetto), e anche "9V", sognante e tirata, grande, veramente grande ... da volare nello spazio infinito!

 
Alle 6 marzo 2017 00:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Un disco tutto da ascoltare, sia le altre tre cover (da The Replacements, The Waterboys e Sonic Youth), sia i pezzi del repertorio ormai vasto Samuel Katarro e The King of the Opera più l'inedito che apre l'album ...

 
Alle 6 marzo 2017 08:21 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Lo farò anche se sono sempre molto scettico sulle cover. Pochi sanno fare meglio dell'autore che originariamente l'ha composta e magari anche eseguita.

 
Alle 6 marzo 2017 17:26 , Blogger Alligatore ha detto...

Nella mia esperienza, orami lunga,ho trovato dei prodotti originali anche parlando di cover ... vedrai che non ti deluderà, anzi!

 
Alle 6 marzo 2017 22:36 , Anonymous Enri1968 ha detto...

Prendo nota. Mi incuriosisce questa forma: cover e brani suoi.

 
Alle 6 marzo 2017 22:54 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, interessante, e interessante anche perché Samuel Katarro è uno degli artisti più originali della scena underground anni zero, uno che non fa mai una cosa banale, una cosa che ti aspetteresti. Genio imprevedibile, che mi onoro di aver ospitato in palude per quasi tutti i suoi dischi ...

 
Alle 10 marzo 2017 15:57 , Blogger Elle ha detto...

Già intervistati/o King of the Opera, giusto? Il nome non mi è nuovo ;)
Mi piace molto questo progetto, a partire dalle motivazioni: festeggiare il compleanno in modo particolare mi è sempre piaciuto, anche se non sono mai arrivata a farne un disco ahaha! E poi quando le idee cambiano in corso d'opera per uscire come escono è sempre bello, un inno alla spontaneità anche quando tutto nasce da un'idea precisa :)

 
Alle 10 marzo 2017 23:49 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, King of Opera hanno presentato tutti i loro dischi in palude (anche come Samuel katarro, nome iniziale del progetto di Mariotti). Non potevano mancare con il disco del compleanno, dei trent'anni del Mariotti :)

 

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